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La previsione per lunedì 11 secondo il modello inglese

Arrivo di intense nevicate sul settentrione tra lunedì 11 e martedì 12? Il modello inglese ci crede, andando in controtendenza rispetto a quanto previsto dal modello americano.

In primo piano - 6 Febbraio 2013, ore 12.00

La linea di tendenza emessa dal modello inglese ECMWF sta risultando incredibilmente costante nel corso dei giorni. L'arrivo sul Mediterraneo centro-occidentale di una figura di bassa pressione, sarebbe oltremodo favorita da una violenta fuoriuscita del getto settentrionale sul bordo dell'anticiclone atlantico. Un forte calo della pressione tra Francia e penisola Iberica favorirebbe l'innesto di una corposa depressione sui mari ad ovest dell'Italia.

Così facendo una vasta ansa ciclonica sul Mediterraneo centro-occidentale andrebbe generando in poche ore un vasto corpo nuvoloso che porterebbe effetti soprattutto al settentrione.

 A dirigere le operazioni, la formazione di un minimo di bassa pressione in un triangolo compreso tra isole Baleari, Corsica e mar Ligure. Una intensa avvezione di aria umida e solo relativamente più tiepida, andrebbe a sovrascorrere al di sopra di un massiccio strato di aria fredda precedentemente depositatosi nelle pianure del nord.

Una situazione di questo tipo sarebbe garanzia di intense precipitazioni nevose sino al piano che non mancherebbero di interessare vasti settori del nord ad esclusione (forse) delle estreme regioni nord-orientali, le quali potrebbero assistere alla trasformazione della neve in pioggia nella seconda parte dell'evento.

L'evoluzione del tempo sull'Italia prevista dal modello inglese ECMWF si discosta di parecchio rispetto a quanto attualmente previsto dal modello americano. In questa delicata fase previsionale, uno dei due modelli sta compiendo un grosso errore di valutazione.

Da segnalare tuttavia come la previsione del modello inglese sia rimasta coerente ormai da diversi run. Il modello inglese ECMWF ha individuato questo intenso passaggio perturbato rivolto alle regioni settentrionali già a distanze temporali oltre le 200 ore, con poche variazioni di previsione all'uscita dei vari run. Al contrario il modello americano pare lentamente accodarsi col passare dei vari run, alla previsione degli inglesi.

Approfondimento su lunedì 11: http://meteolive.leonardo.it/news/In-primo-piano/2/Modelli-SENZA-PIETA-per-i-previsori-cosa-accadra-lunedi-/40381/ di Paolo Bonino.


Autore : William Demasi

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