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La perturbazione tra domenica e lunedì al nord

Sul finire della settimana il ripristino di un flusso di correnti occidentali, trascinerà con se una nuova depressione con obbiettivo principale il settentrione. Attualmente i modelli mettono al vaglio diverse ipotesi; vediamo le più importanti.

In primo piano - 24 Luglio 2012, ore 14.30

L'attuale pattern presente sul scala europea e mediterranea appare sempre più come una forzatura stagionale. Gran parte di questa stagione estiva infatti, è stata caratterizzata dalla presenza di un flusso abbastanza insistente di correnti occidentali a spazzare una buona fetta d'Europa. Il Mediterraneo per conto suo è rimasto in parte protetto grazie alla presenza dell'anticiclone africano.

Nell'ultima settimana l'ingresso sul Paese di una perturbazione giunta da nord, ha introdotto un peggioramento del tempo che si è spinto sin verso le estreme regioni meridionali portando con se diversi temporali. Il pattern attuale contempla la presenza di alta pressione sull'Europa occidentale, il meridione italiano in "pole" per assistere ai fenomeni più vigorosi, il settentrione alle prese con venti da nord-est con cieli via via più liberi da nubi.

Questo stato di cose è destinato a durare poco tempo. A partire da giovedì infatti andrà scavandosi abbastanza rapidamente una sacca ciclonica sulle penisola Iberica. Sull'aperto oceano Atlantico le anomalie oceaniche favoriscono una forte espansione dell'anticiclone delle Azzorre molto a nord, sino alla conquista della terra groenlandese. A partire da questo venerdì ne scaturirà da questa zona un nuovo vigoroso impulso freddo in marcia verso sud.

La diminuzione della pressione sul Mediterraneo occidentale ed Europa occidentale favorirà un riassorbimento più veloce della sacca ciclonica attualmente presente sull'Italia centro-meridionale. Su quest'ottica il centro-sud diverrà presto sede di una nuova espansione anticiclonica di natura africana.

L'anticiclone africano non mancherà di fare una breve visita anche al nord tra giovedì 26 e sabato 28 luglio. Già dalla giornata di sabato però, gli effetti della discesa del nocciolo freddo sino in sede francese porterà i suoi effetti al nord iniziando ad instabilizzare il tempo nei settori alpini e prealpini.

Da questo momento in poi i modelli prendono strade molto diverse tra loro e vagliano ipotesi differenti.

Vediamo le due principali ipotesi contemplate:
 

Modello americano GFS- Secondo il modello americano l'ingresso di una perturbazione al nord tra sabato 28 e lunedì 30 avverrà in modo solo parziale. Secondo gli ultimi aggiornamenti pare infatti che il grosso dell'aria fredda resti oltralpe portando effetti solo su settori alpini prealpini ed alte pianure, senza portare con se un significativo ricambio d'aria.

Probabilità 35%



Modello inglese ECMWF-
Secondo il modello inglese l'affondo della saccatura sull'Europa occidentale sarebbe molto più accentuato. La rimonta dell'alta pressione delle Azzorre sulla Groenlandia sino a formare una sorta di "blocking" spingerebbe l'aria fredda prelevata alle alte latitudini atlantiche molto più a sud facendola addossare entro le prime ore di domenica 29 alle Alpi occidentali.





Da qui ne scaturirebbe un intenso peggioramento temporalesco che coinvolgerebbe nelle giornate di domenica 29 e lunedì 30 gran parte delle pianure del nord, con intensi temporali.

Probabilità 45%

Una possibile soluzione alternativa che però al momento appare poco probabile è quella contemplata dal modello NOGAPS. Questo modello prevede una persistenza anticiclonica anche per il nord. L'alta pressione avrebbe garanzia di durare diversi giorni con pochi temporali anche nelle aree più a nord e con il flusso atlantico costretto a scorrere a latitudini più alte.

Probabilità 10%


Autore : William Demasi

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