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La perturbazione di domenica al centro-nord, ipotesi al setaccio

La traiettoria trasversale all'arco alpino e l'interferenza di un minimo in allontanamento dal sud Italia verso la Grecia rende la previsione estremamente delicata. Cerchiamo di capire come andrà a finire.

In primo piano - 24 Febbraio 2011, ore 09.58

Neanche il tempo di archiviare il recente schiaffo freddo sul nostro meridione ed ecco che si affaccia sul Bel Paese una nuova insidia. Questa volta si tratta di una perturbazione atlantica storpiata dalle correnti anticicloniche che pervadono il vicino oceano. La sua traiettora da nord-ovest verso sud-est già mette in difficoltà la modellistica in ragione dell'interferenza opposta dal baluardo delle Alpi, ma anche da quel minimo che dal sud Italia se ne va verso la Grecia.

Basta poco infatti, un mazzetto di chilometri a ovest o ad est dell'asse di scorrimento previsto, e le conseguenze sul nostro Paese saranno del tutto diverse se non addirittura opposte. A questo punto, giocando anche con il calcolo delle probabilità, siamo riusciti a tracciare una via che, al momento, pare la più verosimile tra tutte.

Tanto per cominciare, l'impatto iniziale del ramo caldo della perturbazione porterà le prime spruzzate di neve lungo le creste alpine di confine nella sera di sabato. Nella notte su domenica i primi refoli freddi si inseriranno sul golfo Ligure, dove daranno luogo allo sviluppo di un minimo orografico, inizialmente piuttosto stretto.

Ecco dunque le precipitazioni guadagnare prima dell'alba anche la Liguria, l'Emilia, l'alta Lombardia, per poi piegare il loro asse verso il Triveneto. Precipitazioni complessivamente deboli ma a carattere nevoso probabilmente fin verso i 400-500 metri su Liguria e Prealpi, miste a pioggia a tratti fin sui settori padani. Interessati in questo frangente bassa Lombardia, Emilia, Romagna e Triveneto.

Nel corso della giornata l'amplificazione del minimo ligure allargherà il raggio delle precipitazioni a Toscana, Umbria e Marche, mentre il ramo freddo del fronte raggiungerà la Sardegna. Morale: possibilità di deboli nevicate sulle regioni peninsulari fin verso i 400-600 metri, mentre in Sardegna i fiocchi si fermeranno intorno ai 1400.

Dalla sera e nella notte su lunedì la progressiva occlusione del sistema frontale che farà perno sul minimo ormai traslato in Sardegna,  porterà il ventaglio delle precipitazioni a interessare un po' tutto il nord, mentre per il centro, oltre alla Sardegna, risulteranno favorite le regioni adriatiche, in particolare Marche e Abruzzo.

Abbozziamo le quote neve provvisorie? Tra 400 e 600 metri al nord, intorno a 600-800 metri su Marche, Abruzzo e settori appenninici del Lazio. Il tutto pone le premesse per il proseguimento del maltempo nella giornata di lunedì che vedrà probabilmente aggiungersi alla lista delle regioni interessate anche la Sicilia.


Autore : Luca Angelini

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