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La nevicata da irruzione fredda da nord-ovest...

La nevicata da irruzione fredda è molto diversa da quella da cuscinetto freddo.

In primo piano - 13 Gennaio 2015, ore 10.43

Qui a fianco la carta d'archivio del 28 febbraio 2001, quando la neve riuscì a sfondare al nord-ovest grazie all'inserimento di aria più fredda dalla valle del Rodano.
Quando affluisce aria fredda e secca e poi segue un'avvezione di aria mite ed umida, si realizzano le condizioni ideali per una nevicata classica di "addolcimento" anche se l'effetto iniziale è quella di avvertire un gran freddo umido e una effettiva diminuzione delle temperature sino alla saturazione dello strato d'aria.

La nevicata da cuscinetto è tipica della Valpadana ma anche del versante tirrenico, mentre le nevicate da irruzione fredda riguardano soprattutto le regioni adriatiche e quelle meridionali, perchè contrastano con l'aria più mite che qui vi ristagnava e favoriscono la formazione di temporali nevosi. (Trascureremo per semplificare lo scenario le nevicate da occlusione fredda)

Le eccezioni a questa regola sono comunque numerose: una depressione allargata al versante tirrenico può favorire nevicate da irruzione fredda anche sul Lazio ad esempio, Roma compresa, mentre l'ingresso di aria artica marittima dalla Valle del Rodano, può regalare fiocchi in pianura alla Toscana, coinvolgendo Firenze, grazie al Libeccio freddo.

Quando la circolazione è particolarmente stretta i rovesci di neve interessano ovviamente anche la Liguria, parte del Piemonte, la Lombardia e poi il Triveneto, con il freddo che penetra sia nei bassi strati addirittura dal mare, che per rovesciamento dalle quote superiori, che infine dai valichi alpini.

La prossima settimana il modello europeo prevede tutta una serie di "mini-occasioni" per assistere a qualche nevicata da rovesciamento freddo, sostenuto da Libeccio altrettanto freddo. Il problema saranno le termiche di partenza: in altre parole lo strato d'aria prossimo al suolo registrerà temperature di partenza un po' altine: in media 5-6°C, valori che si abbassano solo gradualmente in presenza di aria già satura e che necessitano di un rifornimento di aria fredda costante.

Dunque la possibilità che la pioggia possa tramutarsi in neve sino in pianura al momento non è alta, anche perchè le termiche previste in quota, cioè a 1500m, a distanza di 5 giorni, sono sempre sottostimate e potrebbero tendere al rialzo nel corso dei prossimi aggiornamenti. Comunque sia la neve in collina parrebbe assai probabile.
 


Autore : Alessio Grosso

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