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La neve negli States annuncia fiocchi entro 15 giorni anche in Italia?

C'è un fondo di verità o si tratta solo di fantasie?

In primo piano - 9 Gennaio 2014, ore 15.06

Gli occhi dei meteoappassionati sono tutti per loro: gli Stati Uniti. Il freddo intenso crea molti problemi, ma il fascino di una tormenta di neve o di una gelata anche consistente è qualcosa che deve essere provato, ovviamente con il riscaldamento in casa ben funzionante!

Statisticamente si è scoperto che la stagione invernale è la più amata dai giovani; molto meglio avere un clima freddo, ma secco, piuttosto che una mitezza umida senza fine, come quella che sperimenta la nostra Penisola in questi giorni.

Il freddo virtuale proveniente dall'America entra nelle nostre case attraverso la televisione, i forum e gli articoli approfonditi dei vari siti meteo. L'estrema diversità climatica presente qui da noi ci induce a pensare ( e in qualche caso anche a credere) che ciò che sta succedendo oltre oceano possa (in un futuro non troppo lontano) avere ripercussioni anche in Italia.

Non è infrequente leggere che una pesante ondata di freddo negli States possa essere seguita dopo circa 15 giorni da un'ondata di gelo anche sulla nostra Penisola. C'è un fondo di verità in questa affermazione oppure no?

Le ondate di freddo e neve che colpiscono gli Stati Uniti scaturiscono da un deciso affondo di aria gelida che dal Canada si porta verso sud-est; qui, la massa d’aria fredda incontra aria più calda e dal contrasto si generano nubi, precipitazioni e grandi depressioni. Esse, assecondando le correnti dominanti dell'atmosfera, tendono poi a muoversi verso nord-est in direzione della Groenlandia. 

Il calo della pressione che si manifesta in loco, tende a far "alzare" l'alta pressione atlantica, che dal cuore dell'Oceano punta verso le alte latitudini. Sul suo fianco orientale, aria molto fredda di diretta estrazione artica viene quindi veicolata verso l'Atlantico orientale e l'Europa centro-settentrionale. 

Giunti a questo punto, la massa d'aria gelida in arrivo da nord può prendere diverse strade: 1) Può andare verso la Spagna o la Francia occidentale, innescando una risalita di aria molto calda e secca verso l’Italia, specialmente sulla Sardegna e le regioni tirreniche.

2) Può dirigersi verso la Francia centro-orientale, i Pirenei e le Baleari e dare vita ad una profonda depressione mediterranea che porterebbe molte piogge e temperature piuttosto elevate sulla nostra Penisola; in tal caso si avrebbe neve a quote basse al nord solamente poche ore prima del miglioramento.

3) Può penetrare dalla Valle del Rodano; a questo punto si genererebbe una depressione sul Golfo Ligure con possibilità di neve sulla Pianura Padana; al centro ed al sud il tempo sarebbe perturbato, ma sempre piuttosto caldo.

4) Può entrare dalla Porta della Bora (fra Triveneto e Slovenia); in questo caso si ammasserebbero molte nubi sull’Appennino e le regioni adriatiche, con la neve che gradualmente arriverebbe fino al fondovalle o addirittura sui litorali orientali; sulle altre regioni si avrebbe però cielo sereno.

Queste quattro opzioni hanno la stessa probabilità di verificarsi. In definitiva, il rapporto causa-effetto fra nevicate in America e nevicate in Italia non è così immediato ed automatico come si sente dire usualmente.


Autore : Paolo Bonino, Lorenzo Catania

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