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La NEVE abbondante e il FREDDO nelle Alpi NON sono sempre stati la norma

Dopo i nostri articoli, arriva anche un editoriale di Meteo Svizzera ad affermare che gli inverni miti e senza neve nelle Alpi sono stati in passato assai più frequenti di quelli con molta neve e tanto freddo.

In primo piano - 13 Febbraio 2015, ore 16.00

Sembra che il tempo degli ultimi 30 anni sia stato una catastrofe, mentre tutto prima filasse liscio e preciso: gli inverni con freddo e neve, le primavere tranquille, le estati moderatamente calde, senza eccessi e con il giusto apporto o dosaggio di temporali, gli autunni miti e moderatamente piovosi.

Tutte sciocchezze, luoghi comuni, fantasie. Il clima non è impazzito, fa semplicemente quello che ha sempre fatto, a corrente alternata. Finalmente anche Meteo Svizzera ha pubblicato in editoriale in merito, facendo notare come "inverni praticamente privi di neve e con temperature primaverili, quasi estive, si verificassero anche nei secoli scorsi".

L'articolo ripercorre alcune annate particolarmente "bizzarre", così ecco spuntare il caldo inverno del 1529/30, con la neve totalmente assente e gli alberi fioriti già a fine gennaio e fiori anche nei giardini. Capitò così anche nel 1537/38, con maturazione delle fragole in febbraio. E nel 1540 andò anche meglio o peggio a seconda dei gusti con le ciliege che maturarono addirittura a marzo, da non credere...

Nel 1606/07 si ripetè un inverno analogo, con le cicogne, che citando l'articolo "fecero ritorno già a metà febbraio.(...) All’inizio di marzo i peri e la vite fiorirono e l’erba poté già essere falciata. In precedenza era stato caldo e povero di neve anche l’inverno 1603/04, così come, in seguito, gli inverni 1610/11 e 1612/13".

Dunque non si tratta di situazioni episodiche, bensì di annate che ciclicamente si ripetevano, come avvenne ad esempio nel periodo 1743-49, quando le stagioni invernali risultarono miti, i bambini camminavano scalzi e non si registrarono gelate.

"Anche nell’inverno 1796/97 a Brigels (1300 m slm) la neve rimase pressoché assente. Dopo una seconda metà di dicembre estiva, da gennaio a marzo il tempo fu per lo più all’insegna del sole e gli abitanti della regione di Glarona poterono raggiungere senza pericoli Brigels atttraverso il Passo del Panixer".

E la serie continua anche nel decennio 1790-1800, in pieno periodo di PEG. (piccola era glaciale). Bene, negli ultimi 45 anni nessuno ha notizia di bambini scalzi a gennaio nelle Alpi o di fragole fiorite, nè tantomeno di ciliege comprate al mercato d'inverno, se non di provenienza cilena.

Meteo Svizzera segnala altresì come ad anni di neve abbondante possa seguire spesso almeno una stagione molto povera di neve, come accadde ad esempio nel 50-51, cui seguì una stagione avarissima di neve, quella del 51-52, tanto che i vecchi dicevano: si è sciolta prima la neve del 52 che i mucchi di quella rimasta dal 51. 

Per dettagli su quella pazzesca annata puoi visionare il nostro articolo qui; alcuni passaggi finali sono davvero illuminanti e ci aprono gli occhi su quanto crediamo di sapere sul clima e invece non sappiamo:
http://meteolive.leonardo.it/news/Amarcord/11/l-eccezionale-inverno-nevoso-del-1950-51/44742/


Autore : Alessio Grosso, segnalazione di Filippo Fratoni

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