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La nebbia arriva con un leggero vento...

Sembra una contraddizione ma non lo è.

In primo piano - 16 Dicembre 2008, ore 09.49

La nebbia arriva con il vento. No, non avete preso un abbaglio e non si tratta di un refuso. La nebbia si propaga molto spesso grazie ad un vento leggero che non deve superare i 5 nodi. In questo modo i banchi possono abbandonare il campo che li ha generati ed estendersi orizzontalmente fino ad invadere interi quartieri. La calma anticiclonica, l'elevata umidità negli strati prossimi al suolo e la serenità del cielo favoriscono la formazione della nebbia. L'aria fredda che ristagna quasi immobile su un prato genera un lievissimo scarto pressorio con l'adiacente zona abitata più calda e con pressione leggermente inferiore. Sarà proprio questo scarto a generare la ventilazione di compensazione utile a diffondere la nebbia. L'aria calda però può contenere maggiore umidità relativa e pertanto la saturazione deve essere aiutata da una diminuzione della temperatura. Se la notte rimane stellata e il cielo non si copre di nubi stratiformi, in grado cioè di ridurre notevolmente il raffreddamento, la "fabbrica" della nebbia continuerà il suo paziente lavoro e al risveglio saremo immersi in un unico strato nebbioso organizzato ad altezza variabile. Venti superiori ai 5-6 nodi disperdono rapidamente la nebbia poichè generano scambi verticali che rimescolano le masse d'aria. Se è vero che i cirri notturni riducono la nebbia, la loro presenza durante il giorno attenua la luce solare e permette allo strato nebbioso maggiore di conservarsi più facilmente. Gli episodi che abbiamo descritto sono legati al tipo di nebbia definita di "irraggiamento", diverso il discorso valido invece per le nebbie di avvezione, laddove una massa d'aria mite ed umida, che generalmente precede un fronte caldo, scorre su una porzione di territorio più freddo. In questo caso sarà l'ulteriore raffreddamento a far condensare l'umidità in stratificazioni nebbiose, il cielo tenderà poi a coprirsi e, con l'arrivo delle precipitazioni, la nebbia diverrà solo una densa foschia diffusa.

Autore : Alessio Grosso

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