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La nascita di una depressione “subdola”…

Il Mediterraneo è spesso sede di depressioni non sempre di facile previsione ed individuazione. Cerchiamo di analizzare quali fattori possono determinare la loro genesi.

In primo piano - 16 Gennaio 2004, ore 12.14

Annuvolamenti che saltano fuori dal nulla; piogge più intense del previsto e in qualche caso anche la neve… Indubbiamente prevedere correttamente il tempo in area mediterranea è spesso impresa assai ardua. Una piccola variazione della direzione del vento può coinvolgere regioni che fino al giorno prima si riteneva fossero “risparmiate”. Come mai tanta difficoltà nel fare previsioni sul Mare Nostrum? Per dare una risposta a questa domanda basta osservare attentamente l’orografia del nostro Paese, molto complessa e tormentata, ma soprattutto bisogna valutare l’eventuale “risposta” del mare, al seguito dell’arrivo di masse d’aria fredda dalle alte latitudini. Madre natura ci ha dotato dell’arco alpino, protezione invalicabile per le correnti da N. Con tali correnti solo poche regioni italiane hanno fenomeni, tutte le altre hanno spesso cielo sereno. Il problema della previsione a scala nazionale non si porrebbe se ogni volta le correnti fredde seguissero gli stessi percorsi, andando ad infrangersi contro le Alpi e lasciando gran parte delle regioni italiane “ a secco”. Le correnti di aria fredda, difatti, possono scegliere anche percorsi alternativi, per esempio la Valle del Rodano o la Porta di Carcassona. In questo modo la loro penetrazione sul Mediterraneo è garantita, senza ostacoli evidenti. Ogni volta che una massa di aria fredda raggiunge il Mediterraneo cominciano i “problemi”. Il Mediterraneo è un mare relativamente caldo anche nel periodo invernale e le irruzioni di aria artica o polare ne turbano la “quiete”. L’aria calda stazionante sul mare è molto più leggera di quella fredda in arrivo e viene velocemente scalzata verso l’alto, con la creazione di nubi e precipitazioni. Per motivi legati alla rotazione terrestre, il moto dell’aria calda dal basso all’alto assume carattere rotatorio e si invortica attorno ad un punto che poi sarà il minimo depressionario. In questo modo si crea una situazione di maltempo in loco che apparentemente “compare dal nulla”, in quanto osservando le immagini satellitari del giorno precedente non ve ne era traccia. Le depressioni sul Mediterraneo sono quindi subdole, in quanto risultano di difficile determinazione i tempi della loro “costruzione” e soprattutto il punto esatto dove tali depressioni si andranno a formare. Con l’orografia presente in Italia basta che la depressione si formi più spostata rispetto al punto dove la si attende, per avere situazioni meteorologiche diametralmente opposte a quelle che si prevedevano.

Autore : Paolo Bonino

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