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La macchina del freddo ai blocchi di partenza, ecco tutto quello che c'è da sapere sulle prossime mosse

Tracciamo una analisi dettagliata delle prossime ore per comprendere passo passo tutte le intenzioni dell'inverno ormai alle porte

In primo piano - 20 Novembre 2008, ore 09.49

Mentre l'Italia ancora sonnecchia sdraiata sulla sua splendida piattaforma mediterranea, su quel tratto di oceano già ingombro di ghiacci che unisce virtualmente la Groenlandia alle isole Svalbard, il primo blocco di aria gelida del nascituro inverno è ai blocchi di partenza. I prodromi del peggioramento sull'Italia si attiveranno già oggi giovedì, essenzialmente come lontana eco dell'onda d'urto in caduta libera dal grande nord. Il tutto si manifesterà con le prime bande nuvolose che si addosseranno alle creste alpine di confine, nonchè al transito sui versanti padani e sul resto del nord di banchi di altocumuli, segno inequivocabile delle correnti che iniziano a rinforzare in quota in una colonna d'aria dalla stratificazione anche un po' instabile. Il gioco di sponda offerto dall'arco alpino permetterà alle correnti settentrionali in arrivo dalla porta del Rodano di lanciarsi nella costruzione di un bel minimo orografico sulle nostre regioni settentrionali. In questo minimo inizierà a confluire, con velocità sempre maggiore, l'aria che spunterà man mano dall'angolo occidentale delle Marittime. Ecco attivarsi forti venti di Libeccio e di Ponente che sferzeranno fino a tutto sabato gran parte d'Italia. In questi giorni mari in condizioni proibitive, con possibilità di violente mareggiate lungo le coste esposte al vento. A queste correnti saranno da imputare anche le prime precipitazioni lungo la nostra Penisola. Le piogge sfrutteranno l'effetto dello sbarramento appenninico e del transito sul mare che ne acuirà la stratificazione instabile. Risultato: tra giovedì e sabato ecco i primi rovesci sui versanti tirrenici dal Levante ligure alla Calabria, con la sola interruzione dei settori centrali della Toscana, posti al parziale riparo dall'azione di disturbo indotta dai rilievi della Corsica. E la neve? Beh, per quella occorrerà attendere ancora. Nella fase iniziale, ossia giovedì e venerdì, il richiamo pre-frontale non ancora freddo limiterà i fiocchi bianchi alle cime appenniniche, con rapida discesa delle temperature solo a partire da sabato. Nella sera di quest'ultima giornata però il primo corpo nuvoloso si sarà già portato verso sud lambendo con i primi fiocchi a quote basse solo i rilievi confinali tra Umbria, Marche e Abruzzo. Nel frattempo le Alpi si ritroveranno nettamente divise in due: i versanti settentrionali e le creste spartiacque sotto violente bufere di neve, con fiocchi attesi dalla notte su venerdì, quelli meridionali e la val Padana battuti dal Foehn sempre più freddo e rafficoso. La quota della precipitazione nevosa guadagnerà rapidamente il basso partendo da circa 1000-1200m della fase iniziale. Già la notte su sabato i fiocchi avranno già iniziato ad imbiancare le pianure nord-alpine e a lambire i fondovalle italiani posti immediatamente a ridosso delle creste di confine.

Autore : Luca Angelini

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