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La Liguria nella morsa degli INCENDI

Diversi tipi di vegetazione influiscono non poco sulla propagazione delle fiamme e sulla loro altezza.

In primo piano - 25 Agosto 2016, ore 09.10

Vento forte e siccità (su alcune zone della Liguria non piove da mesi), hanno scatenato l'ira dei piromani su buona parte dell'Arco Ligure. Molti incendi sono ancora attivi e le opere di spegnimento sono ostacolate dal forte vento.

Particolarmente colpito l'Imperiese e il Genovese.

Incendio radente e incendio di chioma: queste sono le due principali tipologie dell’incendio di bosco. Precisiamo che l’incendio boschivo è sempre un evento dannoso sia per i vegetali che per tutto l’ecosistema presente nel bosco stesso. Di conseguenza l’affermazione "il fuoco pulisce e facilità la ricrescita dei vegetali in seguito” è del tutto priva di fondamento.

I nostri boschi si dividono i due grosse categorie: i boschi di conifere e quelli di latifoglie. Le conifere, in genere, si trovano in alta quota o in riva al mare, mentre i boschi di latifoglie occupano solitamente il piano di media montagna.

Se un incendio si sviluppa in un bosco di conifere, risulta spesso molto pericoloso. Gli aghi dei pini o degli abeti uniti ad una abbondante presenza di resina, rendono il bosco maggiormente infiammabile. Di conseguenza il fuoco non si limita a frequentare il sottobosco, ma può avvolgere anche intere piante, dando origine all’incendio di chioma. Questo tipo di incendio, come già accennato, risulta molto pericoloso e piuttosto difficile da domare. Se nelle immediate vicinanze sono presenti abitazioni, le fiamme possono propagarsi piuttosto agevolmente ai fabbricati, con tutte le conseguenze del caso.

La presenza del fuoco in un bosco di conifere è inoltre molto subdola. L’abbondante strato di aghi e resina presente nel sottobosco può consentire all’incendio di propagarsi addirittura sottoterra. In altre parole, un incendio apparentemente domato può provocare altri focolai a distanza, proprio a causa di questo fenomeno. E’ necessario quindi un monitoraggio continuo di tutta la zona interessata, per evitare il divampare di focolai “satelliti”.

 L’incendio radente è più frequente nei boschi di latifoglie, dove le piante ad alto fusto difficilmente bruciano. In questo caso le fiamme si limitano al sottobosco, raggiungendo altezze in genere non elevate.

L'incendio di chioma può svilupparsi anche in un bosco di latifoglie? Certamente, a patto che il bosco stesso sia frutto di rimboschimenti sbagliati. Se si introducono alberi non adatti a vivere in una certa zona, il bosco reagisce formando arbusti e spine, in modo da scacciare gli intrusi e consentire al terreno la produzione di piante adatte a quel luogo. Di conseguenza il sottobosco si presenterà molto sporco, popolato da arbusti di ogni genere e potenzialmente a rischio in caso di eventi combustivi.


Autore : Paolo Bonino

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