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La leggenda dei "lampi di calore"! Quando dobbiamo parlare di "nubifragio"? Cos'è la "canicola"?

I lettori domandano, noi rispondiamo...

In primo piano - 29 Luglio 2009, ore 09.14

Giovanni Trisorio di Canosa di Puglia chiede quando è corretto usare il termine "nubifragio": Si tende a definire nubifragio un accumulo di almeno 60 mm di pioggia in un'ora; ma anche di 30-40 mm in soli trenta minuti. Il termine è esatto anche se si considerano accumuli di 70-80 mm distribuiti in due o tre ore. In caso cada una quantità d'acqua compresa tra i 15 ed i 35 mm si usano termini diversi, quale "pioggia torrenziale o molto intensa". Luca Bernasconi da Chiasso, Canton Ticino, chiede perchè si parli tanto di canicola nel periodo estivo per indicare una fase calda. Cosa c'entrano i cani con il caldo? C'entrano le costellazioni, quella del Cane Maggiore, tipicamente estiva, (luglio e agosto) di cui fa parte Sirio, stella molto luminosa che sorge ad est. Gli Egizi la incolpavano di produrre del calore "aggiunto" oltre a quello del sole e di provocare siccità. Ecco perchè si parla di canicola come della fase più calda dell'anno. E' vero, chiede Alice Bianchi di Chieri(To), che il Favonio produce infrasuoni che danneggiano l'organismo? Non ci sono certezze a riguardo; nelle persone depresse o nervose questo vento determina ulteriore irritabilità e mal di testa, ma più che altro insofferenza. Si parla anche della produzione di un eccesso di serotonina nel cervello che favorirebbe questo stato di palese nervosismo. Diego Valdani di Arezzo chiede se esistono i "lampi di calore"? No, è un luogo comune assolutamente da sfatare. Non si manifestano mai lampi che non siano legati a nubi temporalesche. Talvolta nelle sere estive con cielo sereno la lontananza del temporale (il classico temporale silenzioso) fa credere alla popolazione che il calore accumulato possa sfogarsi nel cielo sereno con dei lampi. Niente di più sbagliato. Quel lampo diffuso apparteneva ad un nube temporalesca lontana magari anche 100 km; tutto dipende dalla trasparenza dell'aria che talvolta ci permette di osservare lampi anche a grande distanza dal punto in cui si sta scaricando il temporale.

Autore : Alessio Grosso

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