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La fase di freddo eccezionale volge al termine

L’ondata di gelo rientra gradualmente nei limiti della normalità. Un tipo di tempo più tranquillo dominerà la scena europea ed italiana almeno sino all’inizio della terza decade del mese.

In primo piano - 14 Febbraio 2012, ore 14.09

La prima metà di febbraio è stata caratterizzata da due colate di aria estremamente gelida, che hanno sconvolto il paese. In una situazione in cui a dominare è stato il freddo intenso un po’ ovunque, l’Italia come spesso accade, si è trovata divisa in due parti.

Da una parte le forti nevicate che hanno interessato le regioni centrali e parte di quelle meridionali, con i versanti adriatici particolarmente esposti; dall’altra le regioni settentrionali quasi completamente escluse dai fenomeni nevosi che hanno visto solo freddo intenso. Il gran freddo è stato protagonista anche in località poco avvezze a ospitare temperature sottozero, con conseguenti danni alle culture e disagi generalizzati. La neve sulla Capitale ha fatto la sua comparsa per ben due volte nel giro di una manciata di giorni.

Dopo una fase invernale così vigorosa, il tempo sembra voglia percorrere binari decisamente più tranquilli. L’anticiclone delle Azzorre propenderà un braccio secondario in direzione del Mediterraneo. Aria più mite di estrazione atlantica eroderà lentamente il freddo affluito sul nostro paese facendo rientrare le temperature gradualmente in media.

Nessun fronte atlantico si accompagnerà a questo aumento delle temperature, ma solo un placido anticiclone che dopo qualche settimana di assenza tornerà a visitare il Mediterraneo. Nessuna nevicata da addolcimento coinvolgerà il nord ovest italiano perchè nessuna perturbazione è attualmente prevista transitare nel Mediterraneo.

Resisteranno comunque “sacche” di aria fredda, eventualmente "sfruttabili" qualora entrasse un fronte perturbato sull'Italia in tempi non troppo lunghi.

L’evoluzione dopo il 20 febbraio è ancora piuttosto incerta. Dai modelli traspare ancora una certa resistenza anticiclonica in prossimità della penisola Iberica, la quale potrebbe ancora una volta mettere i bastoni tra le ruote ad un eventuale ingresso perturbato dalla porta occidentale.

Tuttavia la situazione non è affatto scontata, non è escluso quindi che prima della fine del mese un fronte perturbato possa elidere la corazza anticiclonica ben collaudata nei mesi scorsi, facendo ingresso sul paese.

Seguite gli aggiornamenti!
 


Autore : William De Masi

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