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La drammatica alluvione di Genova del 9 ottobre 2014; analizziamo il passato per capire il futuro

Una situazione di "blocco" atmosferico, è stato alla base dello sviluppo di un potente temporale autorigenerante che colpì diversi tratti della costa ligure per più giorni consecutivi. L'evento di grande maltempo ebbe un picco di grande intensità nella notte di giovedì 9 ottobre, quando la Liguria ed in particolare GENOVA, furono travolte da precipitazioni estremamente intense. Ecco le drammatiche testimonianze di quelle giornate, con un monito per il futuro.

In primo piano - 9 Ottobre 2019, ore 17.20

Oggi cade l'anniversario della terribile alluvione che ha colpito la città di Genova il 9 ottobre del 2014. Gli eventi atmosferici che portarono allo sviluppo di questa importante situazione di maltempo, poggiarono radici in una condizione di blocking atmosferico, con lo sviluppo di una corrente molto calda e molto umida di Scirocco che dalle coste tunisine, era riuscita a spingersi verso le regioni settentrionali. Lo sviluppo di una linea di convergenza tra i venti più freschi che dalla conca Padana si riversavano lungo la costa ligure, in contrapposizione con i venti più caldi ed umidi di Scirocco, avevano portato allo sviluppo di un temporale persistente e semistazionario, accompagnato da enormi quantità di pioggia.

Nella mattinata del 9 ottobre, nella città di Genova caddero già 200 millimetri di pioggia, poi durante le ore pomeridiane, il temporale si era temporaneamente spostato verso la Riviera di Levante, liberando il capoluogo genovese, ci furono anche delle schiarite soleggiate. Nessuno si aspettava quello che sarebbe accaduto durante le ore serali, sotto la spinta dello Scirocco, il temporale era di nuovo tornato indietro, colpendo duramente la città di Genova, portando in appena un paio d'ore, altri 250 mm di pioggia. Per il capoluogo ligure ed il suo immediato entroterra, l'accumulo totale di pioggia per quella giornata fu di oltre 400 mm.

Esondarono il torrente Bisagno ed il rio Fereggiano, con conseguenze devastanti. Centinaia di macchine furono portate via dalla furia dell'acqua, poi accatastate nei punti più riparati. Sono stati centinaia gli esercizi commerciali gravemente danneggiati dagli allagamenti.

Nei giorni successivi esplosero le manifestazioni di solidarietà nei confronti delle popolazione colpita, furono chiamati "angeli del fango", tutte quelle persone, in prevalenza molto giovani, che si impegnarono ad aiutare le persone colpite da questo disastro, assieme agli enti ufficiali di soccorso.

Per i paesi affacciati al Mediterraneo, il mese di ottobre rappresenta sempre un periodo ad alto rischio; la superficie ancora molto calda del mar Mediterraneo e l'arrivo delle prime depressioni più organizzate, favoriscono la creazione di particolari circostanze atmosferiche che possono portare allo sviluppo di intensi temporali. Questi forti temporali espongono il nostro territorio ad un elevato rischio idrogeologico.

Per quanto riguarda l'autunno 2019, fino a questo momento il nostro Paese non ha ancora dovuto fare i conti con questo tipo di fenomeni, tuttavia la stagione è ancora lunga e non possiamo ancora considerarsi fuori pericolo.

Le temperature elevate dei nostri mari di fatto prolungano la stagione del rischio alluvionale al mese di novembre e talvolta persino dicembre, soprattutto per le regioni del Mezzogiorno.


Autore : William Demasi

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