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La dislocazione del VORTICE POLARE in questo 2017, quali sono le novità rispetto agli altri anni?

Analisi della struttura acquisita dal Vortice Polare sul nostro emisfero e le sue possibili conseguenze nella circolazione delle prossime settimane.

In primo piano - 20 Novembre 2017, ore 12.15

In questa annata 2017, le previsioni emisferiche mettono in luce due grandi masse d'aria fredda collocate rispettivamente sul Canada e sul continente Euroasiatico, di cui quest'ultima risulta prevaricante. E' un Vortice Polare dalla struttura complessa e dai comportamenti imprevedibili, condizionato nel suo aspetto da quelle che sono le profonde modifiche alla circolazione atmosferica che si stanno verificando in questi ultimi decenni, ricollegabili al Global Warming. Recenti studi mettono in relazione l'aumento globale delle temperature con l'estensione del Pack artico al di sopra del Polo Nord Geografico; quest'ultimo sta mostrando segnali considerevoli di ritiro, attraverso un processo che si autoalimenta in un circolo vizioso. Poiché l'albedo (potere riflettente) degli oceani è molto basso rispetto a quello della banchisa e delle superfici innevate, ne consegue che più ghiacci si sciolgono e più la regione artica assorbe radiazione solare, riscaldandosi ulteriormente. Per farla breve, il Nord del nostro pianeta è avviato in un meccanismo drastico di riscaldamento che scatena ancora più caldo, i cui esiti appaiono imprevedibili. Questo fenomeno è stato descritto dagli scienziati col termine di "Feedback positivo", detto anche "Amplificazione artica".

Come anticipato, questo importante cambiamento che si sta verificando a livello dell'Artico, sta condizionando le aree a clima continentale che corrispondono ai due grandi continenti (America del nord, Eurasia), i quali tendono a raffreddarsi con maggiore efficacia rispetto alle zone circostanti, conferendo al Vortice Polare una struttura "bilobata". In mezzo a queste due masse di gelo, aria relativamente meno fredda è collocata proprio sopra il Polo Nord Geografico, laddove ritroviamo una figura altopressoria.

Questo è uno schema sinottico che si sta ripetendo con sistematica frequenza ormai da diversi anni ma la sostanziale differenza in questa stagione 2017/2018 è rappresentata dall'estensione raggiunta dal cosiddetto "lobo euroasiatico" a scapito di quello canadese che appare come recessivo. 

Conseguenze per l'Europa?

SE' questo assetto del Vortice Polare verrà conservato, nelle prossime settimane sarebbe lecito aspettarsi la mancanza di un forte gradiente sull'oceano Atlantico settentrionale, quindi mancherebbe la forte attività depressionaria caratteristica dell'inverno in questa zona dell'emisfero. Potrebbero esservi i presupposti affinchè l'antciclone delle Azzorre possa spingersi in modo più convincente verso le latitudini settentrionali dell'oceano, innescando sull'Europa una circolazione più instabile.

Non sarebbero neppure da escludere episodi invernali di natura "severa", portati dall'aria gelida euroasiatica in marcia verso l'Europa con moto antizonale (da est ad ovest). 

E' una realtà che tuttavia dovrà confrontarsi con il sensibile rialzo delle fasce subtropicali che si è verificato nell'ultimo decennio, dando luogo a cicli atmosferici alterati ed un sostanziale "dilatamento" della stagione calda ben oltre i tre mesi canonici dell'estate meteorologica.

L'inverno 2017/2018 sarà quindi una stagione fredda?

Se l'assetto attuale del Vortice Polare si fosse verificato trent'anni fa, la risposta avrebbe potuto essere ragionevolmente positiva, considerati gli standard attuali di riscaldamento, l'esito è meno scontato. Ad ogni modo, sicuramente vi saranno delle chances in più di dinamicità. 


Autore : William Demasi

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