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La dinamica del prossimo peggioramento al nord

Da dove arriveranno le perturbazioni? Per quale motivo attraverseranno le nostre regioni?

In primo piano - 8 Maggio 2003, ore 11.49

La situazione attuale vede un flusso zonale atlantico piuttosto “schietto” e ben strutturato a tutte le quote (dal suolo fin verso i 9-11 km di altezza) scorrere di gran carriera da ovest verso est fra Isole Britanniche, Scandinavia e Russia; poco più a sud, come conseguenza di tale vigoria l’anticiclone delle Azzorre si staglia imponente fra le Isole omonime, la Spagna settentrionale ed il Golfo di Biscaglia. Il Mediterraneo invece è sotto l’azione di un moderato vortice, che molto lentamente tende a muoversi fra le Baleari e le coste algerine, frenato ad est da un promontorio anticiclonico subtropicale ancora piuttosto attivo; ciò non impedisce però alle nubi di raggiungere (grazie a correnti debolmente instabili) anche le nostre regioni più occidentali. Cosa succederà nei prossimi giorni? Per il vortice mediterraneo si apriranno nuovamente i “rubinetti” del rifornimento di aria fredda dall’Atlantico, dato che parte della corrente a getto polare tornerà ad alimentare tutta la struttura depressionaria, incentivandola anche a traslare verso est nella giornata di venerdì ed a coinvolgere quindi anche le nostre regioni settentrionali. Questo movimento delle correnti d’alta quota produrrà anche una loro moderata ondulazione nella giornata di sabato proprio fra Inghilterra e Francia; in conseguenza di ciò riprenderà vigore un esteso fronte freddo preceduto da correnti umide e fortemente instabili, responsabili di un ulteriore peggioramento al nord e di una sua estensione a parte del centro. In realtà questo fronte freddo aprirà la strada ad un ramo della corrente a getto più veloce che inietterà gradualmente aria di origine artica alle quote più alte fra domenica e lunedì su gran parte dell’Europa occidentale, a partire dalla Spagna e dall’Irlanda; probabilmente il suo passaggio sul Mediterraneo porterà ad un sostanziale cambiamento della circolazione atmosferica, che vedrà indebolirsi almeno per qualche giorno l’anticiclone africano (già “moribondo” dal giorno 9). Per quanto riguarda i dettagli delle previsioni per i prossimi giorni, vi rimandiamo agli altri articoli redatti in mattinata.

Autore : Lorenzo Catania

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