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L'unità cinofila da valanghe: "leggere attentamente i bollettini valanghe, i codici di pericolosità, portate con voi e imparate ad usare l'ARVA"

I consigli di un membro del Corpo Nazionale soccorso alpino.

In primo piano - 12 Dicembre 2008, ore 14.30

Sono un assiduo appassionato di meteorologia, seguo il vostro sito ormai da anni e non posso dire niente se non di proseguire su questa strada, sia per quanto riguarda l’informazione costante di previsioni del tempo, sia per quanto riguarda la divulgazione sincera ed appassionata sulle varie inesattezze che i media tentano di inculcarci sul fantomatico pericolo del "riscaldamento, del Global Worming .. ecc". Faccio parte del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS), opero in Lombardia esattamente in provincia di Bergamo nella VI Delegazione Orobica. La mia specializzazione è Unità Cinofila da Valanga, con il mio cane Pastore Tedesco di nome Black. In provincia siamo in 4 Unità Operative e presidiamo con turni la base di Elisoccorso SUEM 118 di Orio al Serio. In caso di Valanghe la centrale operativa del 118 alla quale arriva la chiamata di soccorso ci attiva e nel giro di pochissimi minuti siamo in volo con l’equipaggio completo di Elisoccorso ( Pilota, Tecnico, Medico, Infermiere, Tecnico di Elisoccorso del CNSAS ed appunto UCV ) destinazione la zona di distacco. A questo punto dopo lo sbarco che può avvenire o con l’uso del Verricello o con l’Hovering, si inizia la ricerca del possibile travolto o travolti in valanga Un lavoro pericoloso e molto difficile per le tipiche zone impervie dove generalmente avvengono i distacchi di valanghe. Ho letto con estremo interesse i vari articoli che avete scritto per sensibilizzare l’opinione pubblica sul reale pericolo valanghe, che mai come quest’anno è presente sulle nostre bellissime montagne. Ringrazio Alessio Grosso e tutti i redattori e speriamo che la gente si renda conto che il fantastico mondo della montagna, della neve, dello sport (sci alpinismo, e in generale tutti gli sport della neve) è anche un mondo dove bisogna fare molta attenzione. Leggere attentamente i bollettini valanghe, i codici di pericolosità, avere e saper usare l’ARVA. Tenere nello zaino almeno una sonda ed una pala, ed usare il buon senso, cioè decidere i posti per le uscite in escursione, facendo attenzione alla conformazione dei pendii, alla neve caduta nei giorni precedenti, alla sua trasformazione; insomma delle volte è meglio rinunciare e spostare l’uscita sugli sci magari dopo 2 – 3 giorni, quando la neve si è trasformata ed assestata. La montagna è sempre li, non scappa!!

Autore : Lorenzo Morlini

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