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L'isobara di Catania

Siamo sicuri che l'anticiclone delle Azzorre è pronto a regalarci un'estate con i fiocchi? Ovviamente no.

In primo piano - 7 Giugno 2004, ore 09.54

Stanno per arrivare le prime giornate di sole estivo, i primi 30°C nelle vallate montane, con i turisti che si riversano sulle spiagge, con il traffico che nelle arterie stradali costiere impazzisce... insomma arriva l'estate come piace a tanti, la stagione del caldo, ma anche la stagione dei violenti ma brevi acquazzoni pomeridiani, capaci di portare una certa frescura che permette di respirare un po' ai cittadini che, per un motivo o l'altro, sono costretti a rimanere fra le 4 mura arroventate della loro casa. Eccoci allora impegnati a seguire le mosse dell'anticiclone delle Azzorre, nella speranza che rimanga sulle nostre teste a lungo e, tendendo un occhio verso l'Africa, nella speranza che il ""gobbo di Algeri" (l'anticiclone africano) non voglia riservarci una sgradita sorpresa, facendoci soffrire le pene dell'inferno, come nel corso dell'estate 2003. La ritrovata vigoria dell'anticiclone delle Azzorre potrebbe comunque rendere ottimista chiunque, perché lo stato di grazia della più famosa figura di alta pressione può tradursi in una maggiore probabilità di stabilizzazione del tempo nel Mediterraneo; eppure io non me la sento di dire che siamo in una botte di ferro. Ci sono infatti troppi fattori che concorrono a farmi pensare ad una stabilizzazione poco convincente: innanzitutto il fatto che la corrente a getto polare non riesca a rimanere stabilmente distesa da ovest verso est per più di 3-4 giorni senza poi riprendere ad ondeggiare rapidamente alla ricerca di un equilibrio perduto non meglio identificabile; in realtà questo meccanismo di "ondeggiamento" in sé non sarebbe poi così strano, ma normalmente esso in estate tende a smorzarsi permettendo alle figure bariche di restare ancorate su una certa zona a lungo, mentre adesso dà l'impressione di favorire solamente il loro spostamento graduale da ovest verso est, amplificandosi di tanto in tanto. Non vi voglio però annoiare con discorsi troppo tecnici, e allora cercherò di andare subito al "sodo": probabilmente quella che stiamo per vivere sarà una settimana prettamente estiva, che però non segnerà una stabilizzazione definitiva del tempo; l'anticiclone delle Azzorre potrebbe difatti lasciare nuovamente i lidi mediterranei per ritirarsi in Atlantico, e riprendere a fare il bizzoso. Questo non significa che tornerà il maltempo prolungato o il freddo, ma significa che le perturbazioni oceaniche avranno le loro buone occasioni per tornare all'attacco dell'Europa, e non dovranno fare i conti con un "mostro" invincibile, come accadeva appena 12 mesi fa. Insomma per adesso godetevi le belle giornate che arriveranno, e non spaventatevi se entro la fine della prossima settimana vedrete prevista nella vostra regione nuova pioggia, o violenti temporali. Difatti molti di noi spesso dimenticano che questi episodi, se di breve durata, hanno sempre fatto parte della nostra estate, e non ce li toglierà mai nessuno; sono semmai i "media" a enfatizzare ogniqualvolta un evento di maltempo, alla disperata ricerca di pubblico e soldi, ma anche alla ricerca di disinformazione e diseducazione. Quello che voglio dirvi è che l'estate mediterranea, come tutte le altre stagioni, è fatta di episodi che si susseguono rapidamente; in generale fra giugno ed agosto questa successione porta ad una stabilizzazione del tempo, che però non significa assenza totale di pioggia, ma solo alta frequenza di giornate soleggiate e calde. Se poi l'estate 2004 ci riserverà qualcosa di diverso, beh...evidenzieremo le eventuali forti anomalie solo quando si verificheranno, cercando di capire i motivi del loro sviluppo. L'atmosfera è difatti un sistema estremamente complesso, che non permette (e non permetterà mai) di fare previsioni a lunghissima scadenza; se ci pensate però, forse è meglio così, perché almeno si manterrà quel velo di ignoto che permette a noi studiosi della meteorologia di fornirvi sempre informazioni utili e dettagliate riguardo ogni più piccola variazione riguardante una previsione. Se invece fosse tutto fosse servito su un piatto d'argento, gli stimoli per continuare ad addentrarsi in una scienza affascinante come la meteorologia sarebbero sempre di meno, e la noia ci assalirebbe...

Autore : Lorenzo Catania

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