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L'inverno "velenoso" si è trasferito sulla Spagna; la variabilità fa bene alle nostre città ma...

Non sarà un inverno molto freddo ma perlomeno la grande variabilità tiene lontani i "veleni", anche quelli politici, esasperati ad arte.

In primo piano - 9 Gennaio 2004, ore 14.00

Se è vero che non abbiamo registrato molto freddo, se è altrettanto vero che non tutti hanno visto la neve, su un fatto possiamo essere d'accordo: l'inverno, giunto ormai al giro di boa, fin ad ora è riuscito a tenere lontano il nemico numero 1 della nostra salute: l'inquinamento. I repentini cambiamenti delle condizioni atmosferiche, i venti, le piogge, la neve, l'assenza di un anticiclone sopra la testa, ha impedito quella stasi meteorologica che per molti, troppi anni ha accompagnato questa stagione sul nostro Paese. Risultato: una concentrazione di inquinanti inferiore, meno chiacchiere e strumentalizzazioni politiche contro giunte regionali e consigli comunali. Questo, tra gli addetti ai lavori, non deve però essere un motivo per incrociare le braccia, beandosi della tregua, ma cercare con urgenza una soluzione che non passi necessariamente dall'unico esperimento fin ad ora tentato senza successo: il blocco del traffico domenicale. E le vacche magre torneranno presto, magari già a febbraio...speriamo di no ma è bene essere preparati. L'alta pressione "sputaveleni" si è allontanata solo di qualche centinaio di km verso ovest, penalizzando notevolmente la Penisola Iberica, è sempre lì come una grande minaccia. L'estate scorsa la minaccia si è trasformata in realtà con l'anticiclone che ha quasi sbagliato stagione; ci eravamo abituati a vedere quelle configurazioni in pieno inverno (vedi il biennio 88-90), nel 2003 l'abbiamo sperimentata in estate con gli effetti terribili che ben ricordiamo. L'occhio puntato insomma è sempre sull'anticiclone; è lui la variabile impazzita? E' lui la vera anomalia? Siamo noi i suoi complici con il nostro comportamento? Difficile dare una risposta definitiva; certo il giudizio sull'effetto serra non può non risentire di quanto si vive quotidianamente e globalmente sull'intero Pianeta. Che opinione volete che si faccia Bush dei serristi guardando la Casa Bianca sommersa dalla neve e il suo Paese avvolto in una morsa di freddo? E Putin? che tra altro ha molte altre cose a cui pensare? Con la temperatura che a Mosca viaggia da qualche giorno attorno ai -20 non avrà per caso dubitato di qualche opinione eccessivamente ottimista verso il caldo? Ciclo naturale, cause astronomiche, meteoriti, eruzioni vulcaniche, ga serra, ghiacci che si sciolgono, città arroventate, polemiche sulle misurazioni corrette della temperatura e i raffronti con il passato, deserti che avanzano: nel gran calderone bisogna guardare un po' al concreto: la prima cosa da fare, la più utile ed immediata è: studiare le mosse di questo amato-odiato anticiclone azzorriano, soprattutto quando fa pappa e ciccia con il collega afro-mediterraneo, figli della stessa matrice sub-tropicale ma diversi per "cattiveria"; il primo più mite, oceanico, il secondo più rovente, continentale, che influenza la nostra psiche e i nostri giudizi sul clima molto più di quanto saremmo portati a pensare.

Autore : Alessio Grosso

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