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L'inverno tesse la sua tela, dove potrebbe nevicare da domenica 24 a mercoledì 27?

Interessanti novità ci attendono per le ultime battute di gennaio. Diversi minimi transiteranno sui nostri mari occidentali, con il rischio di qualche spruzzata di neve che potrebbe concretizzarsi in particolare su alcune zone. Vediamo il dettaglio della possibile evoluzione.

In primo piano - 19 Gennaio 2010, ore 11.31

Due sono gli elementi salienti che caratterizzeranno questa fase stagionale che ci condurrà all'appuntamento con il nuovo mese: da una parte troneggia l'anticiclone russo, in ottimo stato di salute, come evidenzia l'impressionante valore di 1070 hPa rilevati entro il suo core centrale. Dall'altra un altrettanto pimpante lobo depressionario di matrice groenlandese. Nel mezzo la fisarmonica atmosferica che funge da cuscinetto tra i due ciclopi e che alterna ondulazioni atmosferiche a scala sinottica, le quali si avvicendano poi in quel del Mediterraneo risultando determinanti anche per il tempo sull'Italia. A un passo dal grande freddo potremmo dire, visto e considerato che i due grandi protagonisti di questo scorcio stagionale racchiudono immani quantità di aria gelida. Ma l'aria gelida, se non opportunamente stimolata, permarrebbe sempre sulle medesime zone, seguitando ad escludere l'Italia dagli affondi del Generale. A fine mese una forzante di notevole portata, probabilmente imbeccata da una provvidenziale manovra in sede stratosferica, potrebbe fungere da vettore per quel gelo e portarlo al cospetto del Bel Paese, smuovendo le acque e stravolgendo quanto le carte sinottiche ancora non riescono a discernere correttamente. Prima di allora alcune regioni d'Italia potranno in ogni caso gustarsi l'antipasto, il tipico piatto freddo di metà inverno. Ingrediente numero uno naturalmente la neve, la cui attesa spasmodica da parte dei molti appassionati meteo, diventa con il trascorrere dei giorni, sempre più pressante. E allora dove arriverà questa neve? Premessa doverosa: fino a fine mese non attendiamocene "metrate", dato che si tratterà di episodi complessivamente deboli. Il focus dei fenomeni inizia comunque con la sera di mercoledì 20 e proseguirà anche nella giornata di giovedì 21. Qualche fiocco atteso fino al piano sul basso Piemonte, a quote collinari sull'Emilia, intorno a 300 metri sulla Liguria centrale, 600-800 metri tra Toscana, Umbria e Marche, oltre i 1000-1200 metri sull'Appennino meridionale e in Sardegna. Venerdì ancora qualche spruzzata lungo il versante adriatico dell'Appennino tra la Romagna e Marche, con fiocchi possibili fino a 400-600 metri, appena più in alto sulle adiacenti montagne abruzzesi. Terzo round previsto per il weekend, con un altro minimo depressionario che scivolerà sui nostri mari occidentali puntando al basso Tirreno e qualche spruzzata di neve, possibile a sfiorare il piano, su Piemonte e alta valle d'Aosta. Qualche fenomeno nevoso occasionale in giornata possibile anche sulla Toscana, con limite probabilmente posto tra 300 e 400 metri. Asciutto ma coperto sul resto d'Italia. I venti da est che si accompagneranno a quest'ultimo corpo nuvoloso determineranno una generale discesa delle temperature. Ma ricordiamo: queste briciole saranno solo l'antipasto, il meglio deve ancora arrivare e siamo sicuri che rimarrete con noi a vivere anche la prossima avventura.

Autore : Luca Angelini

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