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L'inverno procede nei binari dell'instabilità; possibili colpi di scena a medio e lungo termine

Una nuova, importante perturbazione in vista per il bacino centrale del Mediterraneo tra domenica e lunedì. Incerto anche lo sviluppo successivo, influenzato da nuove perturbazioni in un contesto termico ancora da capire.

In primo piano - 22 Gennaio 2019, ore 21.00

Il tempo dei prossimi giorni sullo stivale italiano risulterà decisamente instabile; una volta esauriti gli effetti della forte perturbazione attesa tra domani, mercoledì 23 e sabato 26 gennaio, una nuova circolazione depressionaria farà breccia sul Mediterraneo centrale già tra domenica 27 e lunedì 28. La circolazione generale proposta dai modelli rimane sempre la stessa, lungo il fianco orientale dell'anticiclone collocato in oceano Atlantico, scivoleranno impulsi d'aria molto instabile di provenienza nord-occidentale. Non saranno perturbazioni particolarmente fredde ma neanche troppo calde. La grande velocità con la quale questi impulsi raggiungeranno il Mediterraneo, permetterà agli stessi di conservare almeno in parte le caratteristiche iniziali di temperatura soprattutto in quota. Questo giocherà un ruolo fondamentale nello stabilire il limite delle nevicate che, soprattutto sulle regioni del nord, potrebbe restare ancora abbastanza basso. 

Il modello europeo ipotizza quindi lo sviluppo di una nuova perturbazione sul nostro Paese a cavallo tra il termine di questa settimana e l'esordio di quella successiva, una distanza previsionale ancora troppo lunga per poter capire con precisione DOVE potranno verificarsi nuove piogge o nevicate. Al momento i settori centrali e meridionali sembrerebbero ancora essere favoriti, tuttavia anche i settori settentrionali potrebbero giocarsi la loro carta, soprattutto su regioni come l'Emilia Romagna e la Liguria orientale

Nel lungo periodo rimane ancora da stabilire quale percorso potrà essere scelto dall'atmosfera, tenendo comunque a mente che l'ipotesi instabile resta quella più gettonata, mentre nessun modello ad oggi propone un'evoluzione di tipo anticiclonico. Dal canto suo il modello europeo sostiene anch'esso l'ipotesi instabile ma con temperature via via più miti, quota neve sarebbe relegata alle Alpi e sull'Appennino ma questa linea di tendenza ad oggi non trova ancora sufficienti conferme.

In sintesi, via libera ad una linea di tendenza improntata al passaggio di frequenti precipitazioni, ancora riserve sul quadro termico generale al quale si accompagneranno queste perturbazioni. 

Seguite gli aggiornamenti su meteolive.it


Autore : William Demasi

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