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L'inverno italiano ed europeo finalmente sul podio: quali prospettive?

Concluso il periodo dell'anticiclone, l'Italia diverrà protagonista di una nuova fase atmosferica dalle caratteristiche decisamente più invernali. Vediamo nel dettaglio.

In primo piano - 23 Dicembre 2014, ore 18.30

Situazione attuale: questo periodo dell'anno, caratterizzato da giornate molto corte, favorisce il proliferare delle inversioni termiche nei bassi strati atmosferici. Sulla Valpadana abbiamo le nebbie, spesso e volentieri con carattere di persistenza anche durante le ore centrali del giorno, i settori marittimi vengono invece interessati da coltri di nubi basse, decisamente poco spesse in senso verticale ma estremamente estese orizzontalmente. Quest'oggi una cappa piuttosto compatta di nuvolosità risulta estesa su gran parte dei settori tirrenici, particolarmente interessate ne risultano le regioni Liguria, Toscana, Lazio, in parte la Campania e la Calabria. Nubi dense anche sulla Sardegna. Il sole prevale sui versanti adriatici nonchè sulle zone montuose appenniniche ed alpine.

Ben presto i primi scenari di VERO inverno.

L'alta pressione (e con essa le nebbie e le inversioni termiche) continuerà ad interessare il nostro Paese sino alla giornata di Natale (giovedì 25 dicembre). Superata tale data, assisteremo ad una profonda modifica della circolazione italiana, mediterranea ed europea, atta a portare sino ai nostri lidi, il primo VERO episodio di instabilità e maltempo in chiave invernale della stagione 2014/2015.

L'anticiclone delle Azzorre andrà ritirandosi velocemente verso i settori estremi occidentali dell'Europa, laddove andrà instaurando un'azione di blocco nei confronti dell'aria umida e mite portata dalle correnti atlantiche. Ne deriverà in breve tempo la strutturazione di una circolazione assai più disturbata, rispondente a logiche meridiane e pertanto adatte in questo periodo dell'anno al trasporto d'aria fredda sin verso le medie latitudini.

Freddo in arrivo sull'Italia dal giorno di Santo Stefano.


La risposta del freddo non tarderà a farsi vedere; tra il giorno di Santo Stefano (venerdì 26) e sabato 27 dicembre, una veloce depressione ricolma d'aria artica, scivolerà lungo il fianco orientale dell'anticiclone atlantico, determinando sull'Italia un veloce abbassamento delle temperature. Alla quota di 850hpa il tracollo termico toccherà quasi 15°C. Le prime nevicate potranno verificarsi sui settori orientali della penisola tra la notte di Santo Stefano e sabato 27. Particolarmente colpite l'Emilia Romagna, le Marche e l'Umbria, con fiocchi possibili sino a quote molto basse, specie sul finire dell'evento. (sabato mattina)

Domenica 28 neve in pianura sulle regioni nord-occidentali?

Una brevissima pausa e poi l'anticiclone delle Azzorre sempre proteso lungo i meridiani dell'oceano Atlantico, agevolerà lo scivolamento di una nuova depressione direttamente dall'artico verso il bacino centro-occidentale del Mediterraneo. Ne scaturirà una ciclogenesi che domenica 28 potrebbe portare la neve sino in pianura nelle regioni nord-occidentali, una nuova passata di precipitazioni con quote neve più alte al centro, spiccata variabilità in un contesto ventilato e più fresco al sud.

Lungo termine.


Volgendo lo sguardo all'evoluzione successiva, l'anticiclone delle Azzorre potrebbe mantenere almeno sino alla fine dell'anno, una posizione defilata sull'oceano Atlantico, agevolando sull'Italia e sull'Europa la discesa d'aria più fredda artico-continentale, in grado quindi di avviare un raffreddamento deciso della temperatura sino a valori di gelo anche sui settori europei centrali. L'Italia ne sarebbe marginalmente interessata, sperimentando temperature fredde soprattutto al centro-nord, pur senza eccessi. Un po' più mite sul Mezzogiorno, in un contesto generalmente avaro di precipitazioni e pertanto piuttosto secco, la ventilazione risulterebbe prevalentemente orientale.

Estremamente incerto il destino successivo, puntando quindi il nostro sguardo alla prima decade di gennaio. Continuerà la fase di freddo, oppure le vorticità legate al lobo canadese del Vortice Polare tornerà a mettere i bastoni tra le ruote all'inverno europeo?

La partita è aperta....


Autore : William Demasi

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