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L'inverno europeo nella terza decade di gennaio: il punto della situazione

L'intera circolazione a livello europeo sta per subire una profonda modifica che traghetterà le truppe del Generale Inverno al cospetto dei territori europei centrali ed occidentali. Quali conseguenze potrà avere sullo stato del tempo italiano e mediterraneo? Quali conseguenze per l'Italia e quali prospettive per il futuro?

In primo piano - 15 Gennaio 2015, ore 17.45

Agli esordi di un cambiamento.

Nelle prossime ore lo stivale italiano verrà interessato dal transito di una perturbazione veicolante aria più fredda di origine polare-marittima. Questa depressione rappresenterà un po' lo spartiacque ideale tra la fase atmosferica fortemente zonale accorsa nella prima metà di gennaio e quella assai più disturbata di natura meridiana, attesa nei prossimi 7-10 giorni.

La mitezza delle scorse due settimane, ha avuto origini lontane...

Durante questa prima metà di gennaio, la spinta della corrente a getto occidentale è stata provocata dal traboccamento di masse d'aria gelide canadesi al di sopra dell'oceano Atlantico. Queste masse d'aria messe a contatto con l'aria più calda dell'oceano, hanno generato delle vere e proprie "esplosioni" depressionarie che, sferzando per più giorni le aree settentrionali atlantiche, Islanda, Scozia, penisola Scandinava, hanno portato un forte riscaldamento della temperatura sui settori europei centrali ed occidentali, compreso il Mediterraneo.

L'eccessiva invadenza
del lobo canadese del Vortice Polare ha trovato risposta nella presenza di un vasto anticiclone sulla West Coast degli Stati Uniti, questo anticiclone ha avuto come effetto collaterale, quello di comprimere l'aria fredda canadese verso la East Coast e poi sull'oceano Atlantico.

Nei prossimi giorni il riassorbimento di questo anticiclone, andrà riducendo il pressing delle correnti fredde ed instabili canadesi sull'oceano, questa manovra consentirà una certa risalita della pressione e del campo geopotenziale. Ne conseguirà l'instaurazione di un canale depressionario veicolante aria piuttosto fredda che, entro il prossimo weekend (sabato 17 - domenica 18), riguarderà vaste zone dell'Europa, compreso il Mediterraneo. Sarà l'inizio di una fase circolatoria che riporterà finalmente un po' di inverno anche per i settori centrali ed occidentali europei (penisola Iberica) dopo un lungo periodo di quiescenza e stagnazione.

Tre passi fondamentali, tre differenti tipologie di freddo in azione sull'Europa.

L'innesco del periodo instabile, avverrà dapprima attraverso l'intervento di masse d'aria polari-marittime (sabato 17 - domenica 18), cioè originarie del nord-atlantico e della zona Groenlandese. Successivamente, riferendoci quindi al periodo compreso tra lunedì 19 e venerdì 23, sarà il turno dell'aria artico-marittima, proveniente questa volta dalla penisola Scandinava occidentale e dal Mare del Nord. Soprattutto in questa fase saranno possibili episodi diffusi di instabilità con nevicate a quote piuttosto basse, possibili soprattutto al nord ed al centro Italia. La chiusura di tale fase perturbata potrebbe infine essere affidata all'intervento di masse d'aria molto fredde se non addirittura gelide, di origine continentale oppure artico-continentale, con target l'ultima settimana di gennaio.

Giunti a questo punto della storia, l'evoluzione atmosferica europea potrebbe procedere su binari assai differenti a seconda che si prendano in considerazione le previsioni del centro di calcolo europeo oppure quelle del centro di calcolo americano.

Secondo il modello d'oltreoceano infatti, l'elevazione dell'anticiclone delle Azzorre verso il nord-Atlantico acquisterebbe carattere temporaneo; dopo un'azione di disturbo a carico del Vortice Polare, l'evoluzione successiva sarebbe quella di un nuovo rinforzo della circolazione zonale dal Canada all'Europa, cosa che di fatto stabilirebbe un ponte soltanto temporaneo con l'alta pressione russa ad anticipare la successiva distensione anticiclonica sul vecchio continente.

In questo caso l'aria fredda continentale sarebbe nuovamente pronta a colpire i settori adriatici con maltempo e nevicate, mentre sulle regioni settentrionali andrebbe avviandosi nuovamente un trend di clima freddo ma secco, prima della definiva "piallata anticiclonica spazzafreddo" che riporterebbe alla mitezza tutto il Paese.

Molto più incisiva e persitente l'azione di disturbo a carico del Vortice Polare secondo la previsione del run deterministico ECMWF; in questo caso il ponte reggerebbe, perpetuandosi attraverso continue risalite d'aria calda sul nord Atlantico. Il lobo canadese resterebbe arricciato a ridosso delle coste orientali del Labrador e di Terranova. In questo caso acquisterebbe importanza il lobo euroasiatico del vortice, l'Europa potrebbe continuare ad essere interessata da discese d'aria fredda ed episodi di instabilità invernale anche intensi.

Maggiori dettagli nelle prossime emissioni.

 


Autore : William Demasi

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