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L'inverno europeo fatica a decollare: per quale ragione?

Il rinforzo del Vortice Polare viene accompagnato da correnti sempre abbastanza tese provenienti dai quadranti occidentali. Le probabilità di freddo restano scarse ma non verrà compromessa la variabilità.

In primo piano - 4 Dicembre 2019, ore 21.30

Stiamo sperimentando proprio in questi giorni un graduale rinforzo delle correnti occidentali sull'Europa. Queste correnti sono state anticipate da un impulso di aria artica che ha contribuito a raffreddare le temperature soprattutto negli stati orientali europei e che in queste ore viene nuovamente sostituita dal progressivo avanzare delle masse d'aria tiepide di origine oceanica. Si tratta di una situazione che lascia ben poco spazio a movimenti invernali che almeno per altri 7-10 giorni, saranno molto difficili da realizzare. La circolazione media a livello europeo per la prossima settimana, sarà quindi caratterizzata dalla presenza di alcune intense circolazioni di bassa pressione sull'Europa settentrionale, contrapposte a circolazioni anticicloniche collocate su latitudini più basse.

Anche sul nostro Paese tenderanno a prevalere le correnti occidentali, i venti freschi e secchi da nord che interessano le nostre regioni ancora adesso, saranno destinati ben presto ad essere sostituiti da venti meridionali oppure occidentali. In realtà in quota la circolazione è già cambiata da alcune ore e le temperature sono tutt'altro che fredde. La previsione del modello europeo riferita alla giornata di domani, giovedì 5 dicembre, mostra un grande anticiclone che ha già conquistato gran parte d'Europa:

Nel medio e nel lungo termine, il fulcro più caldo e stabile dell'alta pressione tenderà a restare isolato sull'oceano Atlantico, in questo modo sull'Europa potrebbe subentrare una fase di tempo più instabile, con il passaggio di alcune perturbazioni che potrebbero interessare anche il nostro Paese a partire dalla seconda decade dicembrina. Le masse d'aria coinvolte nel passaggio di queste perturbazioni sarebbero di origine artica oppure polare-marittima, poco fredde ma piuttosto instabili. La neve potrebbe cadere soltanto in quota, sull'Appennino e soprattutto sulle Alpi. Ecco la previsione del modello europeo riferita a martedì 10 dicembre:


Autore : William Demasi

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