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L'invadenza dei vip in tv e l'ignoranza meteorologica del popolo italiano (invia la tua opinione)

La televisione dei vip, cultura, scienza e trasmissioni intelligenti relegate in terza serata, all'alba o sul satellite.

In primo piano - 22 Aprile 2004, ore 11.02

Parola d'ordine: AUDIENCE! Non c'è solo il mondo del calcio in crisi, c'è anche quello della televisione. I direttori di rete si sono chiesti: "Cosa tira di più?" Risposta: il vip. E in che contesto? Il reality show. Allora facciamone una valanga... Non dubitate, non è un prodotto Made in Italy, non siamo così fantasiosi, l'abbiamo copiato come sempre dagli americani. Molti li odiano a parole ma tutti li copiano e li imitano nei fatti. E così dopo il polpettone delle fiction, ecco quello delle varie: talpe, isole dei famosi, fattorie varie e molti altri ne nasceranno. Inflazione di vip a non finire...Osservazione del povero cittadino: "ma a noi, della vostra vita, dei vostri amori, dei vostri 5 figli e 7 mariti, cosa ce ne frega?" Inutile chiederselo, siamo spettatori passivi, dobbiamo rassegnarci. Arriva il pomeriggio ed ecco Michele Cucuzza con "la vita in diretta", ma la vita di chi? Dei vip naturalmente condita con storie drammatiche di vita quotidiana, si passa dal sorriso al pianto e viceversa, senza batter cicglio. Il ricco si diverte e qualche volta piange, il povero soffre e...basta. E la cultura? I programmi più belli del passato, le trasmissioni per la gioventù, i programmi scientifici più originali, finiscono sul satellite con buona pace di chi pagando il canone vorrebbe una scelta più varia. La cultura scientifica è affidata al solito tormentone monopolista della famiglia Angela (bravissimi, per carità ma sembra esistano solo loro) e al povero Tozzi con il martello da geologo anche in Amazzonia; restano poi le briciole per Geo e Geo. I programmi sulla natura dove sono finiti? Ma come, direte: non ci sono le varie linee verdi, bianche e blu? Quella bianca è sparita da tempo, quella verde ci porta sempre più spesso a mangiare stringendo la mano al Sabato del villaggio di Mengacci, e quella blu ci propone una scorpacciata di pesce sempre nelle solite zone. E già perchè le trasmissioni di cucina, dopo quelle riservate ai vip, abbondano. Ci insegnano a fare i cuochi in tutte le salse, peccato che gli ingredienti costino e non tutti possono permettersi di fare spese faraoniche al supermercato. Idiota, mi direte, ma sono le ricette per i vip...ancora non hai capito? E il turismo? E' affidato a Licia Colò che parla dei posti più sperduti al mondo tranne dell'Italia e dell'Europa, a cui è dedicato uno spazietto miserrimo. Così gli italiani finiscono per sapere tutto della Polinesia francese ma un bel niente della Provenza, l'oberland bernese e la Slovenia, solo per citarne alcune; zone bellissime a due passi da casa. Non sappiamo come si cucini in Germania ma in compenso ci fanno un corso accelerato sulle abitudini culinarie delle Seychelles. E veniamo al meteo, argomento che giustifica questo mio pezzo. Nella trasmissione di Fazio il meteo potrebbe essere oggetto di una puntata di "Chi l'ha visto?", le previsioni nel programma occupano ormai uno spazio miserrimo, gli ospiti sono sempre più legati al mondo della politica e gli appassionati di nuvole, neve e temporali si sono sentiti presi in giro. La trasmissione mito della Rai: "che tempo fa?" è stata ormai ridotta a misera comparsa. Se le generazioni del passato avevano preso confidenza con millibar, perturbazioni e saccature, quella del 2000 sta perdendo contatto con la meteorologia perchè gli propongono tutto semplificato, con la nuvoletta che arriva scarica la pioggia e poi se ne va, un linguaggio da asilo Mariuccia, (con tutto il rispetto...per l'asilo) e pochissimi riferimenti all'andamento generale della situazione. Manca insomma un'educazione alla meteorologia su vasta scala: è come se si accontentasse sempre il bambino viziato che vuole solo capire se pioverà senza approfondire nulla; nessun ministro dell'Istruzione ha perorato la causa del meteo nei programmi ministeriali e così viviamo nell'ignoranza e ci interessiamo al cielo solo quando arriva un cataclisma che rischia di portarci via la casa, e chi accusiamo? L'effetto serra, il clima impazzito e le stagioni che non sono più quelle di una volta. Ma com'erano le stagioni una volta? Ma chi l'ha detto poi che debbano restare sempre così come ce le racconta il nonno? E allora svegliamoci! E ma, direte voi, c'è Internet! L'Italia è un paese di persone prevalentemente anziane che non hanno alcuna dimestichezza con i computer, un conto è vedere Internet come si consulta il televideo, di per sè un'operazione non proprio facilissima, un conto è vederlo con un modem a 56k, lentissimo con pagine che non si caricano e bolletta telefonica che lievita. E poi anche nel meteo c'è la legge del monopolio, o ti leghi al sistema, ai cartelli o finisci per essere emarginato e se hai un briciolo di genialità per invidia cercano di soffocartela, che bel Paese il nostro... E voi, cosa ne pensate? Scriveteci a "lo dico a MeteoLive"

Autore : Alessio Grosso

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