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L'intenso passaggio perturbato di lunedì 4 e martedì 5 novembre

L'esordio del terzo mese di autunno meteorologico potrebbe portare una nuova sventagliata di sistemi perturbati in marcia dall'oceano Atlantico verso l'Europa centrale ed orientale, colpendo ovviamente anche l'Italia. Nel dettaglio ecco cosa potrebbe succedere tra lunedì 4 e martedì 5 novembre, fase ideale di culmine della lunga parentesi perturbata in azione anche in questi giorni.

In primo piano - 29 Ottobre 2013, ore 11.30

La prima decade di novembre non porterà nulla di buono. Come un treno in corsa, il flusso di aria umida ed instabile che arriva dall'oceano Atlantico trascinerà una serie di sistemi nuvolosi associati a precipitazioni, in un contesto di variabilità assai spiccata. Il più intenso di questi sistemi frontali è previsto attraversare il Paese all'inizio della seconda settimana di novembre (lunedì 4 - martedì 5) portando questa volta effetti non solo sulle regioni del settentrione ma anche su quelle centrali e su buona parte di quelle meridionali. 

Un maggiore coinvolgimento dell'intero stivale sarà reso possibile da un calo assai più convinto del geopotenziale alla quota di 500hpa, conseguenza diretta di un contenuto d'aria fredda assai maggiore all'interno del complesso depressionario. L'ondulazione si svilupperà in seno ad una iniezione abbastanza decisa di aria fredda nord-atlantica in corrispondenza dell'Inghilterra e della Francia (-25 a 500hpa) che contribuirà a costituire un fronte atmosferico piuttosto compatto ed organizzato, in grado di marciare agevolmente verso est nel giro di una manciata d'ore.

Sulle regioni del nord, la fase più intensa di questo passaggio perturbato ricadrà tra la giornata di domenica 3 novembre e quella lunedì 4, al centro-sud la fase più importante di pioggia interverrà tra la seconda metà di lunedì 4 e la giornata di martedì 5. Trattandosi ancora una volta di una fase perturbata di stampo atlantico, gli effetti maggiori in termini di pioggia, saranno appannaggio delle regioni occidentali del Paese (regioni del nord, settori tirrenici centrali e meridionali) mentre al contrario i versanti orientali subiranno conseguenze meno decise.

In conseguenza di un calo maggiore del geopotenziale, ci attendiamo anche un ridimensionamento delle temperature su valori vicini alla media stagionale, con effetti più avvertibili soprattutto sulle regioni del nord. 

Avremo comunque modo di riparlarne. 

Seguite gli aggiornamenti. 


Autore : William Demasi

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