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L'influenza del mare sui fenomeni termoconvettivi

Come è stato già descritto in altri articoli pubblicati negli scorsi giorni su Meteolive, i fenomeni termoconvettivi si generano quando il forte riscaldamento diurno del suolo determina il sollevamento verticale delle masse d’aria, processo che è alla base della genesi di cumulonembi a notevole sviluppo verticale.

In primo piano - 8 Maggio 2007, ore 11.14

Il periodo dell’anno in cui i fenomeni temporaleschi sono maggiormente ricorrenti va da maggio a settembre e riguarda essenzialmente le ore centrali del giorno, cioè quando è massimo il riscaldamento diurno del suolo e le zone maggiormente interessate sono quelle interne. Su queste aree, infatti, il riscaldamento diurno del suolo è maggiormente efficace, proprio per la minore influenza del mare che nel periodo estivo, in quanto sorgente fredda, contrastando il sollevamento verticale delle masse d’aria, tende a favorire condizioni di stabilità atmosferica. Inoltre in prossimità di una configurazione orografica piuttosto accentuata, è la morfologia stessa del territorio a favorire il sollevamento delle masse d’aria. Oltre al forte riscaldamento dei bassi strati atmosferici, un’altra condizione meteorologica favorevole al verificarsi di fenomeni di questo tipo è la presenza di infiltrazioni di aria fredda in quota, che tendono ad accentuare il gradiente termico verticale nello strato d’aria compreso tra il suolo e la quota alla quale si generano questi afflussi freddi. In queste condizioni, con aria molto calda e leggera al suolo ed aria molto fredda e pesante in quota l’atmosfera è fortemente instabile ed incline agli scambi verticali delle masse d’aria. Per questo motivo se in Estate siamo in montagna, o ai piedi di una dorsale montuosa, non è inusuale imbattersi in un temporale pomeridiano che, oltre a scaricare anche decine di millimetri di pioggia e grandine in poche decine di minuti, rovescia con violenza nei bassi strati masse d’aria fredda inizialmente presenti in alta quota, producendo autentici crolli della temperatura, che, durante l’intero evento temporalesco, possono superare anche i 10°C. Quello che si è verificato fino a lunedì 7 maggio 2007 su molte regioni italiane è lo specchio di quanto descritto finora. Il minimo depressionario che la scorsa settimana ha interessato il Centro – Nord Italia ha esaurito i suoi effetti in termini di precipitazioni, colmandosi sull’Italia settentrionale; in seguito, la presenza di infiltrazioni fredde in quota ha favorito, specie sui rilievi del Centro – Sud, la formazione di intensi fenomeni temporaleschi pomeridiani. Tali fenomeni, originatisi in prossimità dei principali gruppi montuosi nelle ore centrali del giorno, spesso si sono estesi alle pianure sottostanti, raggiungendo le coste prossime ai rilievi sul far della sera, come è rappresentato dall'immagine satellitare riferita rispettivamente alle 16:00 di lunedì. D’altra parte, l’influenza termica del mare sulle precipitazioni estive e la loro maggiore concentrazione sulle aree interne trova riscontro nelle medie climatiche che sono rappresentate nella figura mostrata in foto dove è riportata la distribuzione spaziale sull’Italia sud-orientale dei totali estivi delle precipitazioni tra Maggio e Settembre, mediati sul periodo 1921 – 2003, sulla base di dati del Servizio Idrografico e Mareografico.

Autore : Dott. Pier Paolo Talamo

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