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L'indice AMO: cos'è? Quali ripercussioni può avere sul clima dell'Europa?

L'AMO Index (Atlantic Multidecadal Oscillation) rappresenta forse uno degli indici teleconnettivi meno conosciuti, le cui conseguenze nell'ambito della circolazione terrestre risultano ancora particolarmente difficoltose da valutare nel dettaglio. Consiste infatti in un periodico surriscaldamento/raffreddamento delle acque superficiali dell'oceano Atlantico che si manifesta attraverso cicli decennali della durata di 20-30 anni sino a 60-70 anni nelle fasi più lunghe. Vediamo nel dettaglio cosa si tratta e quale potrebbe essere la sua tendenza futura.

In primo piano - 20 Luglio 2015, ore 14.30

L'AMO Index (Atlantic Multidecadal Oscillation) descrive l'andamento medio della temperatura dell'oceano Atlantico ed è caratterizzato da un andamento multidecennale che alterna cicli "brevi" della durata di 20-30 anni, a cicli più lunghi il cui periodo di oscillazione arriva sino a 60-70 anni. L'andamento di tale indice è caratterizzato da fasi positive e negative. 

Durante le fasi positive come quella in corso, le temperature superficiali dell'oceano tendono più frequentemente a manifestare scarti positivi, evidenziando quindi la persistenza in tale settore di anomalie termiche positive che possono condizionare l'andamento medio della circolazione atmosferica europea nel corso delle stagioni. Durante le fasi negative di tale indice, prevalgono ovviamente temperature superficiali oceaniche inferiori alla media.

Resta attualmente uno degli indici teleconnettivi più studiati da scienziati e ricercatori; le fasi positive/negative sono in grado di persistere per molti anni consecutivi, senza consentirci di avere una sufficiente mole storica di dati. In buona sostanza realizzare una previsione sull'evoluzione futura basata da questo indice risulta ancora impossibile, le nostre misurazioni a tal riguardo coprono infatti un periodo limitato di circa 130-150 anni, con i primi dati quantomai imprecisi e lacunosi pervenuti dalla seconda metà del 1800, sino ai giorni nostri.

A complicare ulteriormente le cose, l'andamento dell'indice non si dimostra regolare nel tempo ma alterna cicli brevi ad altri più lunghi. Attualmente stiamo attraversando una fase moderatamente positiva, anche se in graduale calo col passare degli anni. Quando prevalgono anomalie positive delle acque nord atlantiche, e quindi veniamo a trovarci in una fase di AMO positiva, gli inverni in ambito euopeo risultano tendenzialmente più miti, avendo una generale maggiore attività delle depressioni extratropicali sul Nord-Atlantico, facenti capo alla semipermanente d'Islanda. 

Fasi negative di questo indice renderebbero meno irruenta l'attività ciclonica nord-atlantica, consentendo al nostro continente di sperimentare con maggior frequenza l'avvento di fasi fredde di estrazione nord europea o addirittura est europea.

Le conseguenze sul tempo atmosferico vanno in ogni caso valutate tenendo conto di tutti gli altri fattori che, lavorando in sinergia tra loro, possono indirizzare la circolazione atmosferica verso una o l'altra direzione.


Autore : William Demasi

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