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L’incubo valanghe: cause e difese

Prevenzione e lotta alle valanghe

In primo piano - 6 Marzo 2009, ore 09.30

Le valanghe si formano sostanzialmente quando sulle masse nevose si ha un aumento delle forze agenti o una riduzione delle forze resistenti. L’aumento delle forze agenti è causato dall’accumulo di neve nuova dovuto a precipitazioni o a vento. Infatti se nell’arco di tempo di 1-3 giorni si accumulano 80 cm di neve, in condizioni di bassa temperatura si genera una situazione di elevata pericolosità. Le valanghe catastrofiche cadono solitamente durante queste forti nevicate o il giorno seguente. Nelle aree sottovento si creano accumuli di dimensioni crescenti con l’aumento delle velocità e della durata del vento. In particolare nelle Alpi, sul versante settentrionale gli accumuli sono in pendii esposti a est (in relazione ai venti occidentali) e, sul versante meridionale, in pendii esposti a nord (in relazione ai venti meridionali). Inoltre il vento riesce a formare strati di neve dura e fragile. La riduzione delle forze resistenti interne al manto nevoso possono essere causate dal "metamorfismo distruttivo" della neve. I cristalli di neve appena caduta hanno, infatti, forme stellari con punte aguzze che si intrecciano con quelle di cristalli vicini, fornendo così all’ammasso di neve una certa coesione. Questa coesione viene a mancare a causa delle trasformazioni subite dalla neve, in seguito alle quali i cristalli assumono forme sferoidali. Si può avere la diminuzione delle resistenze a causa anche del "metamorfismo costruttivo" consistente in un rapido accrescimento delle dimensioni dei cristalli, causato da forti gradienti di temperatura in seno alla coltre nevosa. La riduzione delle resistenze è dovuta alla diminuzione in questo caso dei legami fra granulo e granulo: si forma in questo modo neve “scorrevole” in prossimità del substrato o polverosa in superficie. Infine gli aumenti di temperatura sono un’altra causa della diminuzione della coesione fra i granuli: infatti l’acqua di fusione penetra nei pori saturandoli, quindi scende e si accumula alla sommità di strati impermeabili o tra il manto di neve e il substrato dando luogo a livelli lubrificanti. Cause accidentali di valanghe sono la caduta di pietre, il passaggio di uno sciatore o animale, i forti tuoni. Le valanghe provocano spesso perdite di vite umane e danni alle cose: in 40 anni (1965-2005) nelle Alpi italiane, francesi, svizzere e austriache, hanno perso la vita oltre 3500 persone a causa di questi eventi. Per la difesa da queste calamità si sono predisposti sistemi ed opere di diversa natura che si vanno diffondendo ed estendendo di pari passo con lo sviluppo turistico invernale in zone montane. Premettendo che la pressione esercitata da una valanga può essere molto elevata (da alcune migliaia ad alcune centinaia di migliaia di Kg/mq), la difesa dalle valanghe si attua con interventi di varia natura. Si possono predisporre opere che abbiano le seguenti funzioni: rallentamento e arresto, incanalamento e deviazione; stabilizzazione del manto nevoso nella zona di distacco delle valanghe, modifiche nel deposito della neve. Una foresta fitta e in buona salute viene considerata la migliore difesa dalle valanghe: il suo ruolo è molto importante nelle aree di distacco perché buona parte della neve si accumula sugli alberi invece che sul suolo e inoltre impedisce la formazione di estese e continue fratture di taglio parallele al pendio; gli stessi tronchi sostengono il manto nevoso. Per stabilizzare il manto nevoso si usano sostanzialmente sistemi come rastrelliere, ponti e reti da neve. Le rastrelliere e i ponti si diversificano sostanzialmente per la disposizione delle traverse rispetto al pendio e sono barriere rigide; le reti sono barriere elastiche che possono anche rotare entro elementi di appoggio. Per contenere la neve in zone di possibile distacco delle valanghe in passato si costruivano muri e terrazzamenti che in passato sono risultati anche pericolosi- In Val d’Isere in Francia, ci sono esempi di terrazzi artificiali che hanno uno sviluppo complessivo di circa 40 Km. Le modifiche nel deposito della neve si ottengono con deflettori e acceleratori. I deflettori sono barriere alte 4-6 m poste trasversalmente al pendio. Essi rallentano la velocità del vento determinando, nella parte sottovento, l’accumulo della neve trasportata che in tal modo non si ammassa in zone pericolose. Le barriere, solitamente costituite da reti di filo di acciaio zincato o di nylon, sono sorrette da montanti tubolari in acciaio. Gli acceleratori sono costituiti da barriere poste trasversalmente alla direzione del vento e molto inclinate. Esse causano una locale accelerazione del flusso impedendo il deposito della neve. Le opere di incanalamento e deviazione consistono in argini e muri posti sul percorso delle valanghe; l’intento è quello di contenerle nelle loro zone abituali di scorrimento evitando che si allarghino oppure costringerle a fare una piccola deviazione del loro percorso abituale. Le opere di rallentamento e di arresto sono tese a fermare la valanga prima che essa possa raggiungere l’obiettivo da proteggere: consistono in dighe di arresto, in cumuli di terra e pietre, in cunei frenanti di calcestruzzo o di pietra. La delimitazione della aree a diverso grado di pericolosità vengono effettuate prevalentemente in base all’analisi storica delle valanghe cadute in precedenza.

Autore : Alessio Grosso

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