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L’estate risorgerà, ma non prima di giovedì

L’attiva circolazione instabile che si sta formando in queste ore sul Mediterraneo centrale ci terrà compagnia per alcuni giorni. L’estate si riprenderà la scena gradualmente a partire da mercoledì, ma per rivederne gli splendori perduti bisognerà attendere la fine della settimana.

In primo piano - 22 Luglio 2012, ore 11.14

 

Un corposo break stagionale, accompagnato da un mix di fenomeni tutt’altro che usuali per il periodo: vento forte, correnti fresche, quasi fredde in quota, rovesci e temporali, con tanto di grandinate e brevi nubifragi, viavai di nuvole in ogni dove e per buona parte della giornata. Estate scena prima, punto e a capo! A quando la seconda scena?
Intanto il colpo inferto è piuttosto duro e non ha ancora espresso il suo peggiore potenziale impattante. Tra oggi e martedì l’aria fredda giunta da nord, dritta nel cuore caldo del Mediterraneo, si rovescerà progressivamente nei bassi strati, approfittando di imponenti sistemi temporaleschi, più attivi nel pomeriggio-sera e localmente anche di notte; ma anche di un più deciso irraggiamento notturno.
Proprio lunedì e martedì saggeremo quanto siano distanti i fasti e le caratteristiche tipiche della stagione estiva che finora ci aveva mostrato il suo lato più stabile e caldo, a tratti anche opprimente.     
Ma come la mitologica araba fenice l’estate mediterranea presto rialzerà di nuovo le sue ali fiammanti, pronta ad inondare di luce e calore i nostri mari e le nostre città, le pianure e le montagne, per la delizia dei vacanzieri e la sofferenza dei cittadini.
Ma quando e come avverrà questo nuovo miracolo? I modelli attuali lasciano intravedere un primo timido miglioramento solo mercoledì, ma limitato alle pianure del nord-ovest, alle coste del medio alto Tirreno e della Sardegna. Altrove permarranno condizioni di insidiosa instabilità, più attiva nelle ore pomeridiane e serali, nelle zone interne, con preferenza di quelle prospicienti i rilievi, specie al nord-est e lungo l’Appennino versante adriatico.  Le temperature saranno ancora fresche, specie nelle ore serali, notturne e al mattino.
Giovedì il miglioramento guadagnerà terreno con maggiore convinzione, soprattutto lungo le coste e sulle pianure, ma l’instabilità pomeridiana potrebbe riservare delle sorprese con qualche acquazzone residuo e non solo sui rilievi.
Nel frattempo una circolazione ciclonica fredda e instabile tenderà a rigettarsi nuovamente dal nord Europa verso i mari meridionali, ma questa volta i modelli a nostra disposizione mostrano probabili percorsi piuttosto differenti, sebbene non ancora definitivi. In ogni caso da venerdì saranno garantiti maggiore stabilità, soleggiamento e caldo su quasi tutta la penisola.
L’affondo dell’aria fresca e instabile sembra infatti essere più occidentale, complice un temporaneo collasso dell’indice NAO, addirittura con bersaglio le coste atlantiche del Portogallo, direzione Canarie, ma l’ondulazione del getto non appare ad oggi così convinta e profonda, segnale che possiamo interpretare, sebbene con le dovute precauzioni, come una maggiore propensione ad invadere il Mediterraneo.
L’unico fatto certo al momento è la progressiva dissoluzione della circolazione fredda, che si sta adagiando in queste ore sulle nostre teste, con ritorno temporaneo di caldo e stabilità da giovedì-venerdì. A seguire possiamo confermare con buona approssimazione una discreta vampata di calore per le isole maggiori e buona parte del centro-sud, proprio in coincidenza del week-end, con valori termici anche piuttosto elevati e punte di 35-37°C.
Per il nord, soprattutto il nord-ovest e l’arco alpino, la prognosi resta ancora piuttosto incerta, in dipendenza dalla maggiore o minore intensità dell’affondo perturbato verso la penisola iberica e le sue coste atlantiche. Basta davvero poco per essere coinvolti sul ramo meridionale della corrente a getto ed essere investiti, anche se solo marginalmente, da correnti fresche e instabili di matrice oceanica.

Ma per questo ed altri motivi vi suggeriamo di seguire gli aggiornamenti di inizio settimana, anche perché l’estate non sarà affatto latitante, né tantomeno in decadenza, ma qualcosa sta cambiando sullo scacchiere meteo-climatico dell’intero continente, del compagno Atlantico e del più scomodo vicino africano.


Autore : Giuseppe Tito

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