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L'erosione eolica

Come si manifesta e che effetti produce

In primo piano - 30 Marzo 2010, ore 09.00

L’aria in movimento, così come l’acqua in movimento, è in grado di prendere in carico detriti incoerenti e di trasportarli altrove. L’erosione eolica non è limitata solo alle regioni aride e semiaride ma è soprattutto lì che fa sentire i suoi effetti. Nelle zone umide, l’umidità lega tra loro le particelle, e la vegetazione fissa il suolo, così che l’erosione eolica è trascurabile. L’aridità e la scarsezza di vegetazione sono quindi importanti affinché l’azione del vento si faccia sentire; quando si hanno tali circostanze il vento può sollevare, trasportare e depositare grandi quantità di sedimento fine. L’erosione eolica differisce dall’erosione fluviale principalmente sotto due aspetti. Innanzitutto, l’aria ha densità molto minore dell’acqua, per cui non è in grado di sollevare e trasportare materiale grossolano. In secondo luogo, dato che il vento non è confinato in alvei, può espandersi su vaste aree e anche in alto nell’atmosfera. Uno dei modi con cui il vento erode è la deflazione, cioè il sollevamento e il trasporto di materiale incoerente. L’aria in movimento può tenere in sospensione solo sedimenti fini, come argilla e silt; i granelli di sabbia, già più grossi, sono fatti rotolare o saltare lungo la superficie e costituiscono il < carico di fondo >. Normalmente, particelle più grossolane non vengono trasportate dal vento. Gli effetti della deflazione sono talvolta piuttosto difficili da riconoscere, poiché l’intera superficie su cui essa si manifesta viene uniformemente abbassata, ma possono anche essere notevoli. In molti deserti ci sono zone in cui la superficie è coperta da uno strato di ghiaia e ciottoli grossolani. Questo “pavimento” chiamato residuo di deflazione, si forma quando il vento rimuove il materiale più fine, lasciando in posto quello più grossolano. Una volta che, con un processo che può richiedere anche centinaia di anni, si è formato il residuo di deflazione, la superficie risulta efficacemente protetta contro un’ulteriore erosione. Come i ghiacciai e i corsi d’acqua, il vento erode per abrasione. Nelle regioni aride, come pure lungo alcune spiagge, la sabbia portata dal vento intaglia e leviga le superfici rocciose che affiorano dal terreno. Spesso però si attribuiscono all’abrasione capacità che non possiede. Strutture come i grossi macigni in equilibrio in cima a stretti piedistalli o come le complicate incisioni su lati pinnacoli non possono essere prodotte dall’abrasione: dato che la sabbia raramente viene sollevata dal vento a più di un metro di altezza, questo “smerigliamento” ha un’estensione verticale limitata. Inoltre questo fenomeno può produrre dei ciottoli sfaccettati. La parte di ciottolo esposta al vento predominante viene abrasa e risulta lucidata, incavata e con spigoli acuti. Se poi la direzione è costante, o se il ciottolo subisce un movimento che ne varia l’orientazione, esso potrà alla fine presentare varie superfici sfaccettate.

Autore : Geologa Sofia Fabbri

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