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L'eccezionale ed anomala stagione 2006-2007 in Italia e le sue conseguenze sul territorio...PRIMA PARTE

Dal rapporto della Protezione Civile: pubblicazione su MeteoLive.it come servizio socialmente utile e di pubblica utilità.

In primo piano - 12 Marzo 2007, ore 10.34

Ecco un utile e interessante servizio pubblico effettuato dalla nostra Protezione Civile, che riteniamo corretto diffondere anche ai nostri lettori: CRONACA DELLA STAGIONE AUTUNNO-INVERNO 2006-2007 Nel periodo settembre 2006 - febbraio 2007 l’Italia è stata interessata da una generalizzata carenza di precipitazioni e da temperature ben superiori alle medie stagionali; tale situazione meteo-idrologica è stata sicuramente anomala se confrontata con le caratteristiche climatologiche proprie del periodo ed in particolare con i valori normali storici di precipitazione cumulata dei corrispondenti mesi. RISCHIO SICCITA' Inoltre l’esiguità della copertura nevosa attualmente presente sull’arco alpino, induce ad attendersi nei prossimi mesi primaverili deflussi ridotti in raffronto a quelli degli anni scorsi. L’attuale situazione di deficit idrologico è in dettaglio quantificata nel seguito. Tale situazione meteoclimatica ha originato un modesto apporto ai corpi idrici sia superficiali che sotterranei; sono state rilevate generalizzate diminuzioni dei deflussi superficiali del reticolo idrografico, una contrazione delle portate erogate dalle sorgenti. IL PO Per quanto riguarda il fiume Po, le portate registrate alle cinque stazioni idrometriche di riferimento sono tutte inferiori alle corrispondenti portate del 2003 e del 2006, anni nei quali si verificarono situazioni di criticità idrica. Al momento non si segnalano criticità relative alla disponibilità dell’acqua per il raffreddamento delle centrali termoelettriche site lungo l’asta principale ed i relativi affluenti, ma tale situazione è comunque meritevole della massima attenzione nonostante gli interventi sulle opere di presa che risultano siano stati effettuati dopo il 2003 e che ne hanno ridotto la vulnerabilità. Si ritiene molto probabile che l’inizio della stagione irrigua (ultima decade di maggio – prima decade di giugno) caratterizzata da una notevole richiesta di risorsa, possa essere associata a situazioni di criticità, in particolar modo per ciò che concerne gli usi irrigui e alcune situazione di fragilità strutturali delle reti idropotabili quali quelle dell’area di Ferrara. Analogamente a quanto avvenuto nel 2003 e nel 2006, potrebbero essere interessate in modo particolare le colture delle regioni Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto. Anche i livelli idrometrici dei grandi prealpini regolati (laghi Maggiore, Iseo, Como) non evidenziano al momento particolari criticità, attestandosi quasi ovunque poco al di sotto dei valori medi stagionali, probabilmente per effetto dell’anticipato scioglimento di ghiacciai e nevai determinato dalle temperature più alte della media stagionale. Fa eccezione il lago di Garda dove i livelli sono ben al di sotto della media. ATTENZIONE E' da rilevare che tali valori sono ad oggi analoghi a quelli registrati negli anni 2003 e 2006, segno che un governo e gestione della risorsa non coordinata con sufficiente anticipo può comunque determinare forti criticità, soprattutto alla luce della notevole domanda di risorsa idrica che si determina all’inizio della stagione irrigua e che può determinare rapidi decrementi dei suddetti livelli idrometrici. FIUME ADIGE Analogamente nel bacino del Fiume Adige e negli altri fiumi veneti i valori di portata sono in linea o inferiori rispetto a quelli registrati negli ultimi 3 anni e benché le disponibilità degli invasi siano ad oggi superiori a quelle delle succitate annate, l’insufficienza di riserve primaverili derivanti dai nevai, associata alla contemporanea elevata domanda d’acqua per uso irriguo non può far escludere la possibilità dell’insorgenza di una crisi idrica, con particolare riferimento alla nota problematica relativa alla risalita del cuneo salino alla foce dell’Adige. FIUME ARNO Il bacino dell’Arno è quello che maggiormente ha beneficiato delle condizioni pluviometriche più favorevoli del mese di febbraio e pertanto la situazione, con particolare riferimento all’approvvigionamento idropotabile di Firenze, appare di "ordinaria criticità" nel senso che, dato il regime torrentizio che caratterizza il fiume Arno, va comunque governata con attenzione modulando i rilasci dagli invasi a monte di Firenze. FIUME TEVERE Nel bacino del Tevere, ed in particolare in Umbria, si assiste ad una notevole riduzione delle portate erogate dalle sorgenti che alimentano le reti idropotabili e ad una ripresa del trend di abbassamento del livello idrometrico del lago Trasimeno, con tutte le problematiche ambientali connesse. MERIDIONE Nel Mezzogiorno, è stata registrata una sensibile contrazione dei volumi invasati rispetto agli anni precedenti, anche se i valori sono lontani da quelli rilevati nell’estate del 2002, durante la quale si verificarono le criticità maggiori. CONCLUSIONI In conclusione, sulla base dei dati raccolti ed alla luce delle esperienze degli anni precedenti, tenuto in debito conto che le previsioni meteorologiche stagionali rese disponibili al Dipartimento dal Gruppo tecnico-scientifico, appositamente istituito, valutano come più probabili per il prossimo trimestre (marzo-aprile e maggio) apporti pluviometrici nella norma stagionale, con temperature di 1-2 gradi superiori alla media, non ci si può attendere un sufficiente recupero dei deficit ad oggi registrati. Pertanto si ritiene che: 1) per quanto riguarda il bacino del Po e bacini limitrofi possa essere necessario prevedere fin da subito adeguate misure di governo del bilancio idrico complessivo a scala di bacino al fine di garantire prioritariamente l’approvvigionamento ad uso idropotabile rendendo nel contempo disponibili le fluenze necessarie ad ottenere produzioni agricole accettabili, in particolare in relazione alle colture che più si dovranno protrarre nel periodo estivo, e inoltre permettere la derivazione ai fini del raffreddamento delle centrali termoelettriche ubicate lungo l’asta del Po e dei suoi affluenti; 2) per quanto concerne il centro Italia, la situazione attuale sebbene richieda attenzione nella gestione della risorsa, soprattutto nella regione Umbria, si ritiene oggi ancora gestibile con gli strumenti ordinari a disposizione delle Istituzioni e degli Enti competenti; 3) relativamente poco probabile infine appare l’insorgenza di crisi idriche di notevole estensione nelle regioni del Mezzogiorno, anche se non si può escludere a priori il possibile manifestarsi di criticità di estensione provinciale in alcune aree particolarmente “vulnerabili”, come per esempio i territori provinciali di Enna e Caltanissetta in Sicilia. Fine prima parte

Autore : A cura della Protezione Civile italiana

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