Scrivi una località, una regione o una nazione per ottenerne le previsioni del tempo
Località Data aggiornamento Quantità neve Impianti
MeteoLive NEWSLeggi tutte le news ›

L'autunno: com'era sino all'inizio degli anni 90...

Comprendere il clima che cambia attraverso l'analisi delle stagioni del passato.

In primo piano - 20 Agosto 2015, ore 11.45

Meteorologicamente, l'autunno comprende i mesi di settembre, ottobre e novembre. Nel mese di settembre, ma principalmente nella sua prima parte, continuano condizioni di tempo tipicamente estivo. Verso la fine del mese si fanno più frequenti le discese di aria fresca di origine atlantica provenienti da ovest o da nord-ovest.
Sul bacino del Mediterraneo le temperature e l'umidità sono su valori molto elevati: all'arrivo di queste prime irruzioni di aria relativamente fredda si sviluppano, per il fortissimo contrasto termico, su quasi tutta l'Italia, violenti temporali che assumono spesso le caratteristiche di veri e propri nubifragi.

La regione più colpita da questi fenomeni, sia per la frequenza che per l'intensità, è senz'altro la Liguria ove quantitativi di oltre 100 mm di pioggia in meno di 24 ore sono piuttosto frequenti su tutta la fascia costiera ed in particolare sulla Riviera di Levante. Le depressioni che si formano sul Golfo del Leone o sul Mar Ligure sono quelle che più di frequente interessano l'Italia, richiamando sulla nostra penisola forti correnti da sud: il versante tirrenico viene spazzato dalle raffiche di libeccio che provocano mari agitati e mareggiate sulle coste sopravvento; l’Adriatico, invece, viene percorso per tutta la sua lunghezza dai venti di scirocco che, contribuendo ad una sorta di accumulo del mare sulle lagune venete, portano al fenomeno dell’acqua alta. Il moto di tali depressioni è verso est o est-sud-est: di conseguenza la Liguria e l'Alta Toscana (Versilia, Lunigiana e Garfagnana) vengono interessate da piogge estese e continue, trovandosi sopravvento alle umide correnti meridionali che sono costrette ad un sollevamento forzato dovuto ai ripidi versanti montuosi che si ergono quasi incombendo sul mare.

Le altre regioni del nord vengono interessate da cielo in prevalenza coperto ma le piogge ed i temporali interessano principalmente le zone prealpine, mentre la Pianura Padana meridionale, sottovento alla catena degli Appennini, riceve quantitativi minori di pioggia. Dopo il passaggio del fronte freddo, generalmente, la nuvolosità si attenua lasciando il posto ad ampie schiarite sulla Liguria, sul Piemonte e sulla Lombardia occidentale, regioni che rimangono, in questa fase, sottovento rispettivamente alle Alpi Marittime e all'Appennino Ligure la prima e alle Alpi centro-occidentali le seconde. Nuvolosità anche intensa continua invece ad interessare le regioni nord orientali e l'Emilia Romagna. Anche sul versante tirrenico la nuvolosità, prevalentemente cumuliforme, si attenua; nonostante ciò si verificano ancora residui rovesci o temporali. I venti si orientano tra ovest e nord-ovest provocando una certa diminuzione della temperatura, specie nei valori minimi.
 
Il maltempo si sposta ora sui versanti adriatico ed ionico, zone queste che, per la loro longitudine, sono le ultime ad essere abbandonate dalle correnti meridionali. Condizioni molto simili si manifestano ad ottobre, contrassegnate, però, da temperature più basse e dalle precipitazioni che vanno ulteriormente intensificandosi al centro ed al sud.

I temporali, in questo periodo, sono piuttosto frequenti sul versante tirrenico della penisola. Tipici sono, infatti, quei periodi caratterizzati da condizioni di instabilità che, mantenute attive dal continuo arrivo di aria fredda ed umida di origine atlantica, possono durare anche una settimana o più. I fronti temporaleschi da instabilità si originano sui mari ad ovest della Sardegna e nel loro moto verso levante provocano improvvisi ed intensi annuvolamenti cumuliformi accompagnati da rovesci e temporali, sull’isola e sul medio e basso versante tirrenico.

Le cause che portano a questa tipica situazione meteorologica sono da ricercarsi nella temperatura piuttosto alta che presenta ancora la superficie del mare: le masse d'aria più fredda che vi transitano sopra e che giungono sul Mediterraneo attraverso la Valle del Rodano o la Porta di Carcassona, si riscaldano dal basso instabilizzandosi e portando a quelle condizioni di turbolenza atmosferica favorevole allo sviluppo dei temporali.

Il mese di novembre è, di solito, il più piovoso dell'anno per quasi tutte le regioni centro-meridionali peninsulari, non solo per i quantitativi medi (100-150 mm), ma anche per la frequenza delle giornate con pioggia, che possono arrivare a 15,18 su 30. I massimi si registrano sui versanti esposti alle umide correnti occidentali o meridionali, correnti che accompagnano le frequenti depressioni di origine mediterranea e precedono le perturbazioni di origine atlantica. In alcuni anni possono risultare relativamente frequenti nella parte finale dell'autunno, degli afflussi di aria fredda con direttrice di moto da nord-nord-ovest verso sud-sud-est, diretti principalmente verso la Penisola Balcanica e che interessano l'Italia in modo marginale.

Malgrado ciò, con questa situazione si hanno condizioni di moderato maltempo sulle regioni adriatiche e meridionali in genere, accompagnate dai primi freddi stagionali, con nevicate sui rilievi anche a quote inferiori ai 1000 m La configurazione barica che porta a tali afflussi di aria fredda è da ricercarsi nella posizione, anomala, dell'anticiclone atlantico che si porta con i suoi massimi sulle Isole Britanniche.

Un altro fenomeno che dal mese di novembre inizia a farsi frequente è la nebbia sulla Pianura Padano-Veneta. Non appena una zona anticiclonica con venti deboli o calma di vento tende ad interessare l'Italia, dense foschie prima e nebbia sempre più fitta col passare dei giorni poi, va a ricoprire le zone basse del nord Italia persistendo, nei periodi di maggiore intensità, anche per 20-22 h al giorno.

Negli ultimi anni alla nebbia, che è un fenomeno puramente meteorologico, si va sempre più spesso affiancando il fenomeno dell’inquinamento atmosferico. Quando si instaurano le condizioni favorevoli alla formazione delle nebbie da irraggiamento si ha un annullamento degli scambi verticali di aria a seguito di una fascia di inversione termica al suolo: gli inquinanti emessi dai poli industriali, dalle automobili, dagli impianti di riscaldamento vanno, quindi, a concentrarsi negli strati più bassi dell’atmosfera raggiungendo concentrazioni che superano i valori soglia previsti dalla O.M.S..

Da qui i sempre più frequenti provvedimenti di limitazione del traffico nelle grandi città, l’invito ad un più razionale utilizzo degli impianti di riscaldamento e alle normative sempre più severe che disciplinano le emissioni degli impianti industriali. Tra i gas più pericolosi sono da ricordare il monossido di azoto e di carbonio ed, in estate, l’ozono. Le nebbie possono estendersi anche alle valli ed ai litorali delle regioni centrali e talvolta meridionali, con un manifestarsi prevalentemente notturno. Massimi relativi di frequenza si hanno sulla costa marchigiana, nelle valli dell'Arno e del Tevere, sulla zona a sud-est di Frosinone, sulla Terra di Lavoro e sul Tavoliere delle Puglie. Sui rilievi le condizioni del tempo sono buone, con temperature miti, a volte superiori a quelle che si registrano in pianura.

Le depressioni che si formano sul Mar Ligure o sul Golfo del Leone si muovono generalmente verso est o est-sud-est, ma possono, talvolta, anche dirigersi verso sud-est portandosi, attraversando il Tirreno, sullo Ionio. Con questa evoluzione l'Italia viene ad essere interessata da masse di aria fredda secondo sostenute correnti di maestrale sui mari occidentali e da nord o nord-est sulle zone adriatiche, correnti che apportano, specie sui rilievi delle Marche e dell'Abruzzo, nevicate fino a bassa quota.

Con questa situazione gran parte del versante tirrenico gode di cielo sereno anche se le giornate sono disturbate dallo spirare di questi freddi venti settentrionali e le temperature minime possono avvicinarsi allo 0°C, cosa che succede anche su gran parte dell'Italia settentrionale ove, specialmente a Torino e a Bolzano, possono registrarsi i primi valori negativi.

Non mancano, comunque, i periodi con più giorni consecutivi di bel tempo, non solo in ottobre ma anche a novembre: tali periodi sono caratterizzati da temperature massime superiori al normale e venti deboli, con comparsa, talvolta, persino di un regime di brezze di mare lungo i litorali: questi periodi prendono il nome di "estati di S. Martino" e se non fosse per il sole molto basso sull'orizzonte, veramente si potrebbe pensare di essere in estate.

Per i “gitanti della domenica” e soprattutto per quelli che hanno l’hobby della raccolta dei funghi, queste giornate, spesso dopo giorni e giorni di pioggia, e se la fortuna le fa cadere in corrispondenza del weekend, sono una occasione da non perdere per trascorrere una giornata all’aria aperta. Sulle zone pianeggianti del nord questi periodi anticiclonici sono insidiati e spesso completamente compromessi dalle formazioni nebbiose; sulle zone collinari e montuose, invece, risplende un tiepido sole.

 


Autore : Alberto Fortelli, riadattamento Alessio Grosso

Questa pagina: Stampa Invia Favoriti | Condividi: Altro
Webcam
Vedi tutte
Satellite
Immagini e foto dal satellite

Immagini dal satellite

Guarda le ultime immagini inviate dal satellite Meteosat 8, da 36.000 km di altezza.

Visualizza
Editoriali
Leggi tutti
Newsletter

Iscriviti subito!

Scrivi la tua email

Ogni giorno riceverai le nostre previsioni meteorologiche direttamente nella tua casella e-mail!

Info Viabilità
Leggi tutti
Dal FORUM
Vai al forum