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L'asse di Woejkoff: cos'è, cosa provoca sull'Italia, come scompare?

Un "ponte" da non trascurare parlando di figure bariche.

In primo piano - 12 Dicembre 2008, ore 17.20

Si tratta di una figura sinottica che è tipicamente invernale e che vede la presenza di due cellule anticicloniche: una con massimo su Atlantico ed Europa occidentale con asse di promontorio zonale, di stampo dinamico subtropicale (alta delle Azzorre) ed una presente su Europa orientale o Russia, sovente di tipo termico. Esse sono raccordate su Europa centrale tramite un ponte anticiclonico non molto esteso in senso latitudinale (fascia collegante) che appunto prende il nome di Asse di Woejkoff (dal suo scopritore). L'asse generalmente si sviluppa a N delle Alpi e vede valori pressori al suolo non particolarmente elevati (l'asse è sempre presente al suolo e mai in quota, dove al massimo sussiste un promontorio dinamico atlantico con asse zonale). La genesi di un asse di Woejkoff è da attribuirsi in genere ad un cut-off depressionario in quota, da una precedente saccatura polare che stacca un vortice chiuso ad interessare il Mediterraneo centromeridionale; l'iniziale residua alimentazione fredda che mantiene in vita il vortice al suolo determina un aumento della pressione nei bassi strati in genere confinata a N delle Alpi, sì da favorire per subsidenza la formazione di tale cintura anticiclonica che collega la cellula atlantica a quella dell'Europa orientale (se presente). In genere l'elemento dominante in un asse di Woejkoff è individuabile nella cellula dinamica subtropicale; infatti sovente la struttura ad asse di Woejkoff tende in seguito ad evolvere in una figura anticiclonica dominante rappresentata dall'alta atlantica a scapito della cellula termica. Con asse di Woejkoff presente a N delle Alpi il tempo sulla Penisola è caratterizzato da flussi orientali al suolo moderatamente freddi e secchi e nordoccidentali caldi e secchi in quota, sì da favorire tempo discreto con significative inversioni termiche; sulle regioni centrali e soprattutto al sud il tempo può essere moderatamente perturbato dalla circolazione ciclonica mediterranea (vecchio cut-off) che quasi sempre si trova a S dell'asse e che può permanere stazionaria per diversi giorni, specie se l'alimentazione fredda viene a cessare in tempi brevi con conseguente scarsa spinta dinamica. Prescindendo dall'evoluzione prima prospettata (dominio nel breve della cellula anticiclonica subtropicale dinamica) si può presentare una seconda circostanza, che in effetti è piuttosto frequente: la fascia collegante (o ponte) su Europa centrale che collega i due anticicloni è nel 90% dei casi un'area di sella (la sella è una zona di pressioni livellate su valori medio-alti compresa tra due alte pressioni e due depressioni, con i massimi di pressione in genere ad W e ad E ed i minimi a N ed a S). La sella è una figura poco stabile e transitoria: è terreno infatti prediletto all'inserimento di saccature o depressioni nordatlantiche o nordeuropee; dal momento che tali saccature difficilmente potrebbero forzare lo scudo anticiclonico atlantico e neppure quello continentale (troppo ad E), riescono a penetrare con facilità la zona di sella (che si ricorda non ha struttura in quota con conseguente scarsa tenuta); ecco quindi che i fronti annessi entrano su Europa centrale diretti verso ESE o SE. In seguito essi possono andare a rialimentare il vortice sul Mediterraneo centromeridionale se non ancora estinto, oppure dare luogo ad una saccatura aperta protesa dal nord Europa a Mediterraneo centrale, con conseguente peggioramento del tempo in seguito naturalmente alla disgregazione dell'asse di Woejkoff (che può compiersi anche nel giro di sole 24-36 ore).

Autore : Pierluigi Randi di Meteoromagna, adattamento Alessio Grosso

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