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L'aria fresca oceanica proverà a scavarsi una breccia sul Mediterraneo: riuscirà nell'impresa?

Ancora qualche giornata di intensa calura ma con l'arrivo del prossimo weekend la soluzione previsionale potrebbe non essere così scontata. Vediamo nel dettaglio.

In primo piano - 20 Luglio 2015, ore 19.30

Situazione attuale: ennesima giornata di grande calura su tutto il Mediterraneo. L'anticiclone riesce infatti ancora ad interessare l'intera penisola, determinando una persistenza dell'ondata di calore che oramai non riesce neanche più ad essere mitigata dal Mediterraneo. La sua superficie intorno al nostro Paese risulta infatti fortemente sopra la media del periodo, con punte sino a +28°C sul tirreno centrale. Qualche nube soltanto su Alpi ed Appennino, poche e rare le manifestazioni temporalesche.

Qualche temporale un po' più organizzato tra sabato 25 e domenica 26 luglio al nord?

Questa sera la svolta che non ti aspetti arriva dal modello americano GFS che pone le regioni settentrionali italiane sotto un insidioso impulso d'instabilità che apporterebbe alcuni temporali concentrati nelle giornate di sabato 25 e domenica 26 luglio. Nulla di trascendentale ma una maggiore incisività dell'aria più fresca oceanica addossata appena al di là delle Alpi, favorirebbe qualche temporale più organizzato lungo le pianure e nella notte tra sabato e domenica persino sul mar Ligure. Al seguito subentrerebbe un calo della temperatura entro valori di caldo un po' meno intenso. Tale calo termico riguarderebbe segnatamente le regioni settentrionali, mentre altrove proseguirebbe la fase estiva dalle caratteristiche ancora "canicolari".

In seguito, sempre attenendosi alla previsione serale del modello americano, proseguirebbero le condizioni anticicloniche in questo caso dalle caratteristiche maggiormente oceaniche e pertanto accompagnate da un profilo termico un po' più clemente.

In controtendenza l'aggiornamento serale del modello europeo che farebbe scivolare lungo l'arco alpino gli effetti instabili portati dal cavetto d'onda atteso tra sabato 25 e domenica 26 luglio. Questa evoluzione risulta la più probabile in quanto confermata anche da altri centri di calcolo, in primis da segnalare UKMO. Volgendo lo sguardo al lungo termine, non possiamo che constatare la sostanziale persistenza del campo anticiclonico sul Mediterraneo, seppur quest'ultimo potrebbe risultare "disassato" col proprio perno non più sui settori occidentali europei, bensì su quelli centro-orientali del Mediterraneo, una situazione che potrebbe lasciare spazio a qualche manifestazione di instabiltà un po' più presente sui settori settentrionali italiani.



Autore : William Demasi

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