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L'aria fredda preme contro l'arco alpino, Italia pronta alla prima invernata

Facciamo il punto della situazione aiutandoci con l'analisi delle immagini pervenute dal satellite Meteosat.

In primo piano - 21 Novembre 2008, ore 09.37

Invernata imminente. Ora dalle parole si passa ai ai fatti. Il fronte freddo che delimita la calata del primo impulso artico-marittimo è giunto in prossimità del versante nord-alpino. Pensate che se non ci fossero state le Alpi entro poche ore buona parte dell'Italia sarebbe stata cosparsa generosamente dai primi fiocchi bianchi della stagione. Ma la realtà vede pararsi dinnanzi all'irruenza nordica l'immane baluardo montuoso, posto per giunta proprio perpendicolarmente ai flussi portanti. Con una situazione di questo tipo le correnti perturbate ne usciranno per forza di cose profondamente modificate e il maltempo sibilerà strisciando irregolare secondo il volere della tormantata orografia del nostro Paese. Nel frattempo il richiamo causato dall'avvicinamento della massa fredda ha già attivato forti correnti occidentali, specie sui nostri bacini di ponente con una lunga strisca di nubi alte proiettate verso l'Europa balcanica per effetti orografici. Questa corrente nei bassi strati è a sua volta direttamente responsabile della nuvolaglia lungo la Penisola cui sono associati rovesci sparsi. La neve per ora è confinata oltralpe. Nella notte su sabato la prima perturbazione riuscirà a valicare la barriera alpina e si riverserà con turbolente rifrazioni lungo le nostre regioni con risultati assai differenti. Cala il limite delle nevicate nelle vallate alpine superiori in prossimità delle creste di confine, si attivano turbolenti venti di Foehn sulla pianura Padana, si allarga temporaneamente l'area delle precipitazioni da Toscana e Marche in giù ma la neve farà in tempo a regalare qualche fugace spolverata solo sui rilievi di confine tra Toscana, Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo. Su Toscana e Marche seguiranno già in mattinata procaci rasserenamenti. Ovunque si registrerà un rinforzo del vento da nord-ovest che sostituirà il Libeccio facendo calare in modo deciso le temperature ma anche rendendo secca l'aria. E' l'ombra enorme delle Alpi che si staglia lunga sulla Penisola e che porterà rasserenamenti decisi su gran parte delle regioni nella giornata di domenica, con la sola eccezione delle creste alpine confinali ancora battute da bufere di neve. Ma nel frattempo, mentre l'Italia sarà impegnata da queste evoluzioni atmosferiche, dalla Groenlandia ecco staccarsi il secondo impulso gelido, la cui spinta dimenica proverrà da una perturbazione in risalita al largo di Terranova. Questa darà un calcione al minimo depressionario giacente nei pressi della Groenlandia il quale inizierà a viaggiare a grandi passi verso il Bel Paese sulle ali di una furibonda corrente a getto e con traiettoria leggermente più occidentale rispetto al precedente. Seguendo il letto depressionario scavato dalla massa nuvolosa precedente, esso giungerà a ridosso delle Alpi la sera di domenica apportando un nuovo rinforzo del vento e delle nevicate sui versanti nord-alpini. Alcuni fenomeni sono attesi anche lungo il resto del Paese anche se non si tratterà di episodi estesi o abbondanti. Nuovo ulteriore generale calo delle temperature.

Autore : Luca Angelini

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