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L'aria fredda busserà alle porte dell'Italia la sera di Natale, quali saranno le conseguenze?

Il minimo depressionario centrato sull'Italia si sposterà sull'Adriatico e inizierà a risucchiare aria fredda dalla regione balcanica. L'apice del raffreddamento, temporaneo ma non irrilevante, nella giornata di Santo Stefano.

In primo piano - 23 Dicembre 2010, ore 09.54

Prima l'aria mite, poi quella fredda. Non è una stranezza nè tantomeno una anomalia, ma semplicemente le logica conseguenza fisica del passaggio di un'onda atmosferica. Prima, quando si avvicina, ti butta su aria calda dai quadranti meridionali dopo, quando si allontana, ti caccia addosso quella fredda pescata dal grande nord.

Ecco in buona sostanza quello che accadrà nella giornata di Natale, punto focale di una manovra che segnerà l'evoluzione di questa lunga e articolata fase perturbata concentrata sul nostro Paese. Il tutto avverrà senza clamori o senza particolare enfasi nella seconda parte del giorno e, ancor più, in serata.

L'aria fredda trafilerà dalle nostre regioni nord-orientali da una parte, ma anche dalla porta del Maestrale dall'altra, seppur nelle dovute proporzioni. Il calo delle quote neve sul Triveneto e, a ruota, anche sull'Emilia Romagna, sarà il primo sintomo di questo cambiamento.

Il raffreddamento proseguirà nella giornata di Santo Stefano, quando raggiungerà rapidamente il suo apice. Si tratterà infatti di un raffreddamento piuttosto fugace ma anche abbastanza incisivo e durerà finchè la posizione di un minimo secondario di tipo orografico pronto ad approfondirsi sul golfo Ligure lo permetterà, ossia fino al 27.

Le conseguenze? In parte le abbiamo già accennate e sono orientate ad una temporaneo ma significativo calo delle quote neve a partire dal nord. I fiocchi nella giornata di Santo Stefano potranno dunque tornare a svolazzare sull'Emilia, l'entroterra romagnolo, il basso Piemonte, buona parte della Lombardia centro-meridionale e sul Triveneto.

Limite bianco in discesa anche sull'Appennino centrale dicevamo: qui la dama bianca potremo aspettarcela fino in collina nella notte e nella mattina di Santo Stefano su Toscana, Perugino e Marche. Non si esclude qualche puntata fin sulle pianure interne delle regioni citate, ivi comprendendo anche i restanti comparti umbri.

Fiocchi che ritroveremo a 800 metri su Lazio, Abruzzo, Molise e Sardegna, salvo scendere ancora nella sera del 26 sull'Abruzzo fin verso i 400 metri, su Lazio e Molise fin verso i 600 metri, sulla Campania fino a 800 metri, sui monti sardi intorno a 500 metri, sull'Appennino calabro-lucano e sui monti siculi intorno a 1000.


Autore : Luca Angelini

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