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L'approfondimento di MeteoLive: la grandine del sabato sera, il gran caldo al sud, le repliche di domenica

I fenomeni sul settentrione distribuiti irregolarmente. Come mai? Perchè quella grandine così grossa? Perchè quel caldo tremendo al sud?

In primo piano - 5 Agosto 2002, ore 17.44

Partiamo dall'onda anticiclonica di matrice sub-tropicale che ha coinvolto il sud: qui le temperature del week-end hanno toccato l'apice nel pomeriggio domenicale raggiungendo i 39°C di Cagliari, i 38°C di Reggio Calabria, i 37 di Bari, i 35 di Palermo e i 34°C di Crotone. Il caldo è stato inoltre esaltato dagli incendi appiccati dai piromani in molte zone della Sicilia. L'autocombustione è un fenomeno raro che trae origine unicamente dalla presenza di bottiglie di vetro che fungono da lente che, colpita dai raggi solari, può far concentrare un calore immenso su un punto della vegetazione, dal quale nasce l'innesco. Più che di autocombustione qui si può parlare di incuria dell'uomo e di maleducazione ambientale. Passiamo al centro: troppo lontano per essere raggiunto dal flusso di aria instabile indotto dalla depressione "Charlotte", sufficientemente lontano, per fortuna, dalla bocca di calore africano. L'umidità comunque non ha scherzato, qualche temporale isolato è riuscito comunque a coinvolgere l'Appennino. Al nord le affluenze sud-occidentali particolarmente umide ed instabile non sono state adegutamente supportate da correnti analogamente umide a 3000 m per gran parte della giornata di sabato. Oltretutto il flusso nella libera atmosfera impattava da ovest sulle Alpi Occidentali: ne è derivata una deformazione delle correnti che hanno lasciato in ombra pluviometrica molte zone del Piemonte e del nord-ovest della Lombardia. Infatti quando l'instabilità si è manifestata anche alle quote superiori la sede del focolaio si è andata a collocare nel SW della Lombardia aprendosi a ventaglio in direzione del Veneto, laddove la corrente non subiva la deformazione dell'arco alpino occidentale. Il cocktail tra l'elevatissima umidità presente e la notevole energia potenziale in gioco, hanno provocato le turbolenze necessarie alla formazione di chicchi di grandine di dimensioni enormi, di forti raffiche di vento dalle caratteristiche di un uragano, più che di singole trombe d'aria. Da notare che Milano città ha visto forti rovesci solo nella sua parte meridionale, ma nulla in confronto a quanto si è verificato a Melegnano, a SE; la cellula si è poi mossa verso il bresciano e solo da qui è riuscita a risalire un po' verso nord e ad investire gran parte del Veneto ed il Friuli. Domenica l'instabilità ha percorso due strisce di territorio. La prima sulle zone alpine e prealpine, la seconda ha avuto come "campo base" l'Appennino Ligure e parte del basso Piemonte. Le correnti erano sempre tese tra W e SW. Ecco allora nuovi temporali investire questa volta anche il genovesato, il pavese, il Monferrato, nuovamente il milanese. Nonostante la barriera appenninica il sistema temporalesco riusciva a farsi notare anche in Emilia-Romagna. In conclusione: la grandine di sabato del peso dichiarato di ben 700 grammi, i gravi danni denunciati dalla Coldiretti, la paura di chi ha visto la propria macchina distrutta non devono essere interpretati come un episodio eccezionale e raro; la Pianura Padano-Veneta ha assistito anche in passato ad episodi estremi; purtroppo la campagna di informazione mira più a stupire con paroloni ad effetto che ad informare veramente, così andremo avanti all'infinito a ritenere la natura come una nostra nemica.

Autore : Alessio Grosso "Capo-redattore"

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