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L'anticiclone proverà a fare sul serio dalla fine di giugno in avanti

Terminate le infiltrazioni d'aria fresca da nord che potranno persistere ancora per alcuni giorni, l'anticiclone potrebbe occupare in modo più deciso il bacino del Mediterraneo, avviando sull'Italia la seconda ondata di calore dalle caratteristiche estive. Vediamo nel dettaglio.

In primo piano - 20 Giugno 2015, ore 17.30

Aria fresca/fredda nord atlantica, interessa ancora il nostro Paese, determinando manifestazioni sparse di instabilità che coinvolgono alcuni specifici settori del nostro territorio, tali episodi di instabilità risultano particolarmente attivi lungo i versanti orientali della penisola. Questa situazione atmosferica tenderà a perpetuarsi ancora per alcune giornate; l'alta pressione impiegherà infatti diverso tempo prima di espandersi in modo convinto sul Mediterraneo, avviando (forse) sull'Italia un'ondata di calura di tutto rispetto, prevista innescarsi entro gli ultimissimi giorni di giugno.

Prima di questo, un nuovo e temporaneo aumento dell'instabilità potrebbe farsi strada sulle regioni del nord (settori orientali) nella giornata di martedì 23 giugno, momento in cui alcune manifestazioni temporalesche più organizzate potrebbero spingersi sino alle pianure della Valpadana orientale (Veneto - Friuli). 

Si tratterebbe dell'ultimo break temporalesco di una stagione che, da questo punto in avanti, inizierebbe a fare sul serio; l'alta pressione delle Azzorre andrebbe infatti espandendosi in modo deciso sul Mediterraneo, trascinando con sè anche un modesto contributo d'aria calda africana che sarebbe più che sufficiente a portare la colonnina di mercurio sino a valori di caldo fastidioso. Sull'oceano Atlantico e l'Europa settentrionale continuerebbero ad imperversare le correnti fresche ed instabili, la corrente a getto risulterebbe tesa quel tanto che basta da riuscire a spingersi sino ai settori orientali europei.

In tal modo la risalita delle masse d'aria subtropicali, riscontrerebbero parecchie difficoltà nel tentare di spingersi oltre il baluardo alpino, una condizione che potrebbe esporre le regioni del nord a qualche fugace manifestazione temporalesca concentrata soprattutto su Alpi e prealpi. (da confermare)


Autore : William Demasi

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