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L'anticiclone e il Ponte dell'Immacolata

Analisi del tempo durante i Ponti dell'Immacolata: qualche raffronto per capire.

In primo piano - 18 Novembre 2011, ore 16.20

Il Ponte dell'Immacolata nel passato è stato spesso caratterizzato da domini anticicloni più o meno netti, dettati da vortici polari in forma e dunque da folli corse della corrente a getto, che non faceva altro che spingerci addosso masse miti e stabili, ma non sono mancati episodi perturbati, addirittura nevosi in qualche caso.

Cominciamo la nostra carrellata dall'Immacolata 1984, in cui sperimentammo un fine autunno, inizio inverno molto simile a quello attuale (2011). Le saccature affondavano laddove trovavano anomalie fredde nelle temperature superficiali delle acque oceaniche. L'alta pressione ci proteggeva in modo anche spettacolare. Poi arrivò uno strat-warming storico a consegnarci un'ondata di gelo e neve memorabile.

La festa dell'Immacolata del 1988 non lasciava certo presagire il triste inverno che ne sarebbe poi seguito, anche se l'anticiclone così forte ad ovest, non era propriamente un segnale favorevole a belle invernate. Troppo grasso, troppo schiacciato verso est da un getto piuttosto baldanzoso.

Una lingua di aria fredda era comunque riuscita ad inserirsi sullo Stivale portando freddo, e anche neve al centro-sud, sui versanti esposti alle correnti.


Procediamo il nostro viaggio con l'anno successivo. Qui la situazione barica non poteva dirsi certo malvagia: l'alta pressione era sbilanciata verso le Isole Britanniche, murava l'Atlantico e offriva il fianco all'aria gelida in arrivo dalla Scandinavia. Non sarebbe durata: anche quell'inverno sarebbe rimasto nella storia per la mancanza di nevicate importanti sul settore alpino.
Del resto negli ultimi 30 anni gli anticicloni hanno fatto parte della nostra vita per molti mesi all'anno, consegnandoci temperature costantemente sopra la media, oppure aria appestata di veleni in seguito alla mancanza di ventilazione, inversione termica e nebbie in inverno.

Negli ultimi anni, dal 2008 al 2010, e più in generale nell'arco dell'ultimo decennio, c'era stata un'inversione di tendenza, con gli anticicloni messi spesso in un angolo, tanta pioggia e qualche volta, udite, udite, anche tanta neve. Il 2011 invece ci ha fatto riassaporare veleni antichi.

Ecco intanto un anno diverso, uno di quelli che poi a febbraio 91 ha fatto sognare gli appassionati di neve e freddo. Qui fece sognare gli abitanti del nord-ovest.

Dopo una sventagliata fredda settentrionale, ecco la saccatura responsabile delle nevicate di addolcimento tra Piemonte, Valle d'Aosta ed ovest Lombardia. Altrove le temperature schizzarono invece su valori particolarmente miti per il periodo, complice la sostenuta ventilazione meridionale.



Ecco infine una situazione che abbiamo vissuto anche nell'anno orribile 2006-2007, ma anche nel cuore dell'inverno 2002. Un getto piuttosto vivace, soggetto a poche ondulazioni, vortice polare abbastanza compatto, e sull'Italia correnti mediamente occidentali miti e tutto fuorchè invernali.

Furono le condizioni che precedettero il passaggio sotto Natale del ciclone Lothar sui cieli di mezza Europa.

Speriamo ovviamete non si ripeta una situazione simile anche in questo finale di 2011.
 


Autore : Alessio Grosso

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