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L'anticiclone di sponda sull'ovest Europa; quali conseguenze?

Nei prossimi giorni viene confermata la persistenza di una figura d'alta pressione arroccata ai settori occidentali d'Europa; ecco cosa potrebbe accadere nel'ambito dello stivale italiano.

In primo piano - 30 Marzo 2017, ore 18.15

Coerentemente con quelle che sono state le caratteristiche dominanti nella circolazione atmosferica di questi ultimi mesi, anche la prima decade di aprile sembra esordire sotto condizioni atmosferiche ancora una volta influenzate dalla presenza di una figura di alta pressione che andrà a posizionare i propri massimi sull'ovest d'Europa. Da questa posizione i sistemi perturbati atlantici troveranno la strada sbarrata e non potranno crearsi alcun varco in direzione del Mediterraneo.

A livello europeo la circolazione atmosferica tenderà quindi a presentare ancora una volta la prevalenza di fasi settentrionali oppure nord-orientali che saranno favorite da una vera e propria "caduta" del getto in corrispondenza della Penisola Balcanica e dell'Egeo, laddove troveremo alcune circolazioni depressionarie foriere di tempo instabile e movimentato.

Anche il nostro Paese, soprattutto i versanti più orientali, sarebbero interessati da questa circolazione, sperimentando nel periodo compreso tra martedì 4 e giovedì 6 aprile, condizioni atmosferiche incerte. Mancherebbe l'azione di una vera e propria perturbazione mentre sarebbero agevolate le manifestazioni d'instabilità a carattere puramente termoconvettivo, tipiche della stagione primaverile.

A livello circolatorio generale, la prima decade di aprile vedrà la presenza di una vasta circolazione d'aria GELIDA che ancora terrà sotto scacco il tempo dei settori settentrionali d'Europa, laddove ritroveremo condizioni atmosferiche instabili invernali. L'anticiclone delle Azzorre sarebbe disteso dai settori occidentali d'Europa (Francia - Iberia) all'oceano Atlantico settentrionale. I flussi d'aria fresca ed instabile diretti all'est Europa, i Balcani e l'Italia, trarrebbero linfa vitale direttamente dalla depressione gelida arroccata nell'artico russo e sulla Scandinavia.

Conferme o smentite nei prossimi aggiornamenti.  


Autore : William Demasi

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