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L'anticiclone africano "brucia" le tappe prima del tempo: ecco le conseguenze sul suolo italiano

Pare proprio che la prima decade di maggio possa essere pesantemente influenzata dalla risalita di un'area d'alta pressione di origine africana, sin verso i settori meridionali d'Europa. In seguito probabile sfuriata temporalesca. Vediamo nel dettaglio.

In primo piano - 29 Aprile 2015, ore 17.45

Aumentano le probabilità di assistere ad una fase atmosferica caratterizzata da temperature assai calde, nel periodo compreso tra domenica 3 e mercoledì 6 maggio. L'anticiclone africano, in netto anticipo sul calendario, darebbe bella mostra di sè, traghettando sul Mediterraneo un'ondata di calore degna del mese di luglio. In effetti le isoterme previste dal modello americano in questa prima decade di maggio, sarebbero nettamente sbilanciate verso valori di elevata calura che influenzerebbero il tempo su tutto lo stivale.

Lo scarto sopra la norma toccherà un picco massimo tra lunedì 4 e mercoledì 6
, nelle regioni centro-meridionali. Sulla Sardegna viene ipotizzato addirittura un picco di +15°C OLTRE la norma, un evento che nelle zone interne potrebbe portare la colonnina di mercurio a sfiorare i 40°C, andando così a costituire un record termico quantomeno in questo ultimo decennio. I 30°C sarebbero comunque alla portata anche su tutti gli altri settori dello stivale italico, con particolare riferimento alle zone interne e lontane dal mare, caratterizzate dall'avere un clima più continentale e quindi più suscettibile alle variazioni anche sensibili di temperatura.

La superficie marina ancora molto fresca, limiterebbe l'impennata delle temperature lungo le aree costiere, laddove i valori termici non dovrebbero risalire oltre +21 / +23°C sulle coste settentrionali, con valori un po' più alti al meridione, mediamente attestati sui +24 / +26°C.

Ancora una volta risulta incerto il ruolo svolto da questo anticiclone nei confronti del tempo previsto sulle regioni settentrionali. Quest'area del Paese verrà a trovarsi sul bordo occidentale dell'alta pressione, sperimentando una ventilazione tendenzialmente sud-occidentale che trasporterà con sè, addensamenti nuvolosi sparsi. Qualche manifestazione di instabilità sarebbe appannaggio dei settori alpini e prealpini.

Per attendere un cambiamento del tempo più deciso, con un ritorno delle temperature su valori meno elevati, occorrerebbe attendere giovedì 7 e venerdì 8 maggio. L'aria fresca atlantica si farebbe strada a partire dalle regioni settentrionali, avendo tutte le carte in regola per innescare una fase temporalesca al nord e poi forse anche su parte del centro (aree interne). Più difficile un coinvolgimento delle regioni di mezzogiorno.

La seconda decade di maggio potrebbe aprire le porte ad una fase più instabile dell'atmosfera
, con ripercussioni sullo stato del tempo un po' lungo tutto lo stivale. I valori termici sarebbero comunque definitivamente attestati su valori molto miti, ricacciando via qualsiasi velleità tardiva del freddo portato dalle correnti settentrionali oppure orientali. (da confermare)


Autore : William Demasi

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