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L'anticiclone africano ancora battuto

Giunti ormai nel bel mezzo dell’estate non vi è ancora traccia dell’anticiclone africano sul Mediterraneo: riuscirà questa figura barica ad imporsi sul nostro territorio entro la fine dell’estate?

In primo piano - 11 Luglio 2013, ore 11.55

L’estate 2013 per come si sta presentando sino adesso, pare comportarsi in modo completamente diverso rispetto a quanto avveniva nelle stagioni precedenti. L’anticiclone delle Azzorre, grande smarrito delle estati canoniche anni 90’, inizio anni 2000’, è tornato di gran forza a dettar legge sul bacino del Mediterraneo, regalandoci una gradevole parentesi estiva dal sapore decisamente “Armacord”, rispolverando sensazioni di caldo che appartenevano ad un passato sempre più lontano.

Non ci è dato di sapere se questo ritorno dell’anticiclone azzorriano a scapito del collega africano, possa essere il segnale di un cambio trend da parte dell’atmosfera. Quello che possiamo confermare in merito a quest’anno, è la persistenza della circolazione anticiclonica oceanica che caratterizzerà il tempo Europeo ancora per diversi giorni.


La persistenza dell’anticiclone trova spiegazione nella presenza di una forte QBO positiva (Quasi Biennal Oscillation) cioè di quella particolare disposizione prettamente zonale (moto dei venti da ovest verso est) che quest’anno caratterizza la fascia stratosferica tropicale.

Questa disposizione dei venti alle alte quote stratosferiche, influenza la circolazione presente nella bassa atmosfera favorendo la genesi di onde termiche con caratteristiche “mobili”. Questa descrizione calza a pennello con la presenza dell’anticiclone azzorriano protagonista dello scenario estivo di questa annata 2013.

La presenza dell’anticiclone subtropicale africano è generalmente legato alla strutturazione di onde calde semistazionarie, in grado di amplificare oltremodo il riscaldamento di alcune porzioni di atmosfera. In tal modo nel recente passato sono stati favoriti anomali processi di riscaldamento atmosferico che spesso e volentieri sono ricaduti sul bacino del Mediterraneo, una caratteristica circolatoria che ha dominato le estati degli ultimi anni e su cui questa estate pare prendere grandi distanze.

L'ingerenza anticiclonica africana con le sue roventi temperature ed i suoi elevati geopotenziali, resta infatti confinata sull'angolo sud-occidentale europeo (penisola Iberica) costantemente piallato da una vivace attività del getto subtropicale che ancora scorre nel Mediterraneo.


Autore : William Demasi

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