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L'angolo della posta: valle Aurina e centralità dell'uomo nel discorso sul cambio climatico

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In primo piano - 27 Febbraio 2008, ore 10.29

Buon giorno, leggevo l'articolo del Signor Grosso sulla valle Aurina. E' un bellissimo scritto con il quale concordo al 100 per cento; è proprio vero che la felicità molte volte si può trovare senza troppe complicanze, è sufficiente guardarsi intorno e vedere cosa può darci la natura, proprio come in valle Aurina. Identità di vedute con il Signor Grosso. Antonio Buona sera Sig. Grosso anche oggi durante la gionata lavorativa, ho sbirciato il VS. sito, e con grande piacere ho letto che anche Lei è un appassionato della Valle Aurina e più precisamente di Lutago. Io mia sorella e genitori abbiamo scoperto della bellezza del paesaggio dal lontano 1966. Noi ed una fam. di Trento eravamo gli unici italiani nel mese di Luglio. Eravamo bambinette, non era facile passare le vacanze in un posto sperduto dove non si vedeva televisione,dove non arrivavano i giornali, c'era solo il negozio della sig.ra INNERBICHLER, però giorno dopo giorno, anno dopo anno Lutago è rimasto nel cuore. Dovevamo percorrere alcuni km a piedi (Campo Tures)per mangiare un krapfen. Consideri che oggi Lutago è una metropoli rispetto agli anni sessanta; in quel tempo vi erano 2 caserme quella degli alpini e quella dei carabinieri perché erano gli anni caldi dei separatisti tirolesi. Ancora oggi quando è possibile andiamo a far visita alle persone amiche e per noi sarà sempre il paese più bello che c'è. Un cordiale saluto dalla fam. Sani Montevarchi Arezzo RISPONDE ALESSIO GROSSO Queste vostre testimonianze sono davvero commoventi; vivere la montagna in quei luoghi dona una sorta di estasi che non si vorrebbe più interrompere, io lo chiamo "mal di Sud-Tirolo" ed è qualcosa che ti penetra dentro e non ti lascia più finchè non ci torni. Buongiorno, sono un vostro assiduo lettore e vi faccio i complimenti per il vostro ottimo sito, che considero il più preciso e aggiornato in Italia. Detto questo vorrei controbattere il messaggio ottimistico del signor Grosso riguardo la serenità del suo approccio all'argomento "riscaldamento globale". Sarà pur vero che, nei secoli, la terra assorbirà senza colpo ferire la nostra pessima politica ambientale ed energetica, ma quelli che non reggeranno a tale pessima condotta saremo proprio noi! Questo in virtù non tanto del riscaldamento ma dell'inquinamento! Interessa ben poco che la temperatura rimanga su livelli ragionevoli, se poi siamo circondati da veleni di ogni tipo! Vorrei ricordare brevemente i rischi (documentati da autorevoli medici) degli inceneritori, delle discariche che avvelenano la terra (insieme a fabbriche senza scrupoli) e le eventuali falde acquifere sottostanti! Abbiamo pochissimo rispetto per il nostro patrimonio idrico, e noi stessi siamo composti in larga percentale di acqua! Non ci rendiamo conto che molti fattori inquinanti si trasmettono addirittura, attraverso i nostri geni, direttamente ai figli! Alcune menti geniali parlano di tornare a usare il carbone! Sarete concordi nell'ammettere che un minatore morirà prima di silicosi e altre micidiali malattie polmonari che non del riscaldamento globale! Il vero errore che gli ambientalisti e i media fanno è incentrare il problema sul fattore "mondo" e non sul fattore "uomo". Se gli slogan dicessero "cerchiamo di salvare l'uomo" e non "cerchiamo di salvare la terra" forse avremmo maggiori risultati! Stupidamente l'essere umano continua a pensare alla terra come ad una "cornice" in cui egli vive ma di cui potrebbe fare anche a meno! Se si evidenziasse il rischio diretto per l'uomo, per tutti noi, allora vedreste il signor Rossi diventare subito uno sfegatato ambientalista! (...) Aspetto volentieri le vostre opinioni in merito! Cordiali saluti, Sergio Carroni Risponde ALESSIO GROSSO Caro Signor Sergio, ma è proprio quello che sostengo da anni e che si trova sempre in fondo ai miei scritti. A rischiare qui non è la natura ma l'uomo; non è però con lo spauracchio sul riscaldamento globale, nè sui pinguini disperati (cosa peraltro falsa) che si costruisce una mentalità ambientalista. Si deve fare una campagna terrorizzante sulle conseguenze dell'uso dei VELENI (a cui lei si riferisce) sulla NOSTRA SALUTE. Il punto è che agli ambientalisti la nostra salute interessa poco, basta vedere cosa stanno facendo per Napoli e i suoi rifiuti. Mi chiedo dove sia Greenpace, dove siano i migliaia di simpatizzanti del WWF, di lega Ambiente. Non siamo forse anche noi "una specie protetta" degna di essere salvaguardata? Lì ci volevano adunate di piazze, migliaia di attivisti pronti a gridare tutta la loro rabbia contro la diossina che finisce nei campi e poi sulla nostra tavola con frutta, verdura e mozzarelle, lì l'indignazione popolare avrebbe dovuto fermare l'Italia fino a quando tutte le strade non fossero tornate pulite. Certo però che questi rifiuti da qualche parte vanno messi, il termovalorizzatore non sarà il massimo ma resta comunque una delle soluzioni. Invece tutto viene osteggiato con il risultato che la situazione resta stagnante e a vincere è solo la mafia. Si ricordi poi che gli ambientalisti NON vogliono salvaguardare l'uomo ma solo la natura (campagne contro la sovrappopolazione, Filippo di Edimburgo, "convinto" ambientalista che afferma che cancellerebbe quasi tutto il genere umano con un virus potente).

Autore : Redazione

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