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L'analisi della settimana: gli indici insistono, autunno A TUTTO GAS...

Siamo già a ottobre inoltrato ma il sole, sceso sotto l'equatore celeste, non ha mostrato finora grandi segnali di cedimento e insiste a tagliare, come una falce di luce, un'aria perennemente mite, dove la pioggia spesso è un miraggio ormai neanche più calcolato come possibile disturbo alle nostre attività. Ora però si cambia, l'autunno ha tutte le carte in regola per rimuovere quest'aria viziata.

In primo piano - 14 Ottobre 2007, ore 18.19

Dura la vita del meteorologo di questi tempi: le teste chine sui testi universitari, pagine e pagine di letteratura statistica, schemi, grafici e dispense, gli occhi gonfi incollati per ore allo schermo del PC tra cartine colorate e vaporose schermate satellitari, si cerca ogni possibile indizio che scolli dai nostri cieli l'azzurro incessante di una anomalia diventata normale, che ponga fine a questi giorni di ordinaria follia. Poco più in là finestre perennemente spalancate e inondate di luce, attraverso le quali riecheggiano le voci dei bambini che,estate e inverno, si rincorrono nei cortili in pantaloncini e maglietta ,ben felici di trovare giorni assolati in qualsiasi stagione, a Bolzano come a Palermo: per loro questa è la quotidianità ,non per chi il tempo lo conosce davvero. In questi frangenti anomali diventa anche delicato il connubio che dovrebbe legare i meteo-climatologi al grande pubblico, sovente l'anticiclone perenne apre infatti tra loro un oceano invalicabile: i primi, incaponiti da una razionalità esasperatamente logico-matematica che a volte forza con evidenza anche le apparenze ,giungono quasi sempre a conclusioni verosimili e ai più inaspettate, gli altri,trascinati da un'enfasi istintivo sensoriale, seguono la legge del "và dove ti porta il cuore", metodo probabilmente valido, ma spesso con il senno di poi. Cosi anni di studi sfumano in un'evanescente sublimazione per andare a braccetto, nel bene e nel male,con aforismi da quattro soldi; ma anche questa è meteorologia. Tutto il doveroso proemio intende porre le basi per una corretta chiave di lettura della nostra consueta sintesi analitica settimanale riguardante le tendenze a lunga gittata, rimarcando che non si tratta di previsioni bensi di proiezioni. Ecco gli ultimi aggiornamenti. Nel Pacifico tropicale,l'indice MEI (indice multivariabile dell'ENSO) sceso a -1,109, è un segnale chiaro e forte che siamo in fase di Nina East (acque più fredde della norma al largo dell'Ecuador),in accordo con una Madden Julian Oscillation (attività convettiva equatoriale) partita alla grande in questi ultimi giorni e giunta ora in fase 8 (sulla Polinesia). Questa fase, se vigorosa come sembra, potrebbe favorire l'abbassamento del Getto Polare che scorre sul Nord America, con possibili ripercussioni anche sul Mediterraneo centro occidentale dove la statistica, in questo frangente, vi pone in autunno un'ansa depressionaria. In apparente rinforzo anche la fase negativa della PDO (Oscillazione delle temperature nord Pacifiche) che, di concerto con le anomalie appena viste, dovrebbe pilotare il getto in Atlantico a favore di uno sbilanciamento meridiano dell'anticiclone azzorriano il quale, indotto a gettare un ponte altopressorio di blocco su Regno Unito (indice EA negativo) e Scandinavia (indice SCAN positivo), alimenterebbe la succitata depressione e catapulterebbe nel freezer Russia ed Europa orientale. A una siffatta collocazione degli indici, occorre aggiungere una ITCZ (linea di convergenza intertropicale) sufficientemente bassa (scarsa ingerenza dell'anticiclone nord africano) e una comprovata correlazione statistica tra l'attuale minimo di Schwabe (minimo undecennale di macchie solari) e l'indice NAO (Oscillazione pressoria nord Atlantica). Entrambi i predittori (elementi di correlazione tra teleconnessioni) propenderebbero decisamente per una fase prevalentemente negativa dell'indice nord atlantico, con le settimane a venire caratterizzate pertanto da scambi meridiani sempre più vivaci e possibile ingresso di irruzioni fredde e perturbate a fasi alterne fin nel cuore del Mediterraneo. Unici due fattori in controtendenza, che comunque potrebbero esercitare solo un 'azione frenante su quanto detto, sono l'indice AMO (Oscillazione multidecennale delle temperature atlantiche) positivo, con acque tiepide giunte in prossimità dell'Islanda (possibile deviazione a nord del Jet Stream), e la mancanza di neve estiva sui comparti artici del continente euro asiatico. Il cosiddetto "tripolo atlantico",vale a dire le SSTA (anomalie delle temperature superficiali dell'oceano) racchiuse entro le tre fasce oceaniche longitudinali parallele delimitate dal rettangolo con vertici su Terranova, Antille, Isole di Capo Verde, mare del Nord, induce invece ad una ipotesi di NAO sostanzialmente neutra. Naturalmente anche la stratosfera dice la sua, con l'esuberante QBO (Oscillazione biennale dei venti stratosferici), sempre abbondantemente negativa. In proposito un recente studio,firmato nel 2005 dai climatologi giapponesi Shiogama e Mukougawa dell'Università di Kyoto, segnala una correlazione tra Nina e QBO-, dalla quale risulta una maggior permeabilità tra stratosfera e troposfera in caso di Stratwarming (anomalo riscaldamento stratosferico invernale), alquanto probabile quest'anno, e fonte di possibili contraccolpi molto freddi alle medie latitudini, tesi che si sposerebbe appieno con la NAO negativa, rappresentando dunque la quadratura del cerchio.

Autore : Luca Angelini

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