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L'analisi della settimana: confermata l'ipotesi di un AUTUNNO DINAMICO e termicamente sotto media

L'autunno ha fatto il suo ingresso trionfale su tutto il nostro Paese in perfetta sincronia con l'orologio astronomico,ora ci attende una breve pausa di stampo più mite in nome di una meridianità pura.

In primo piano - 1 Ottobre 2007, ore 10.05

Per comprendere le ultime novità sull'evoluzione meteo climatica che va prospettandosi nel corso delle prossime settimane,occorre a questo punto analizzare i segreti attualmente racchiusi nei più grandi serbatoi di energia del Pianeta, gli oceani. Partiamo per il nostro viaggio intorno al mondo iniziando dalla più vasta distesa liquida del globo, l'oceano Pacifico, ed esaminiamo la disposizione delle SSTA (anomalie delle temperature superficiali del mare) con le relative interazioni indotte a livello troposferico. Il punto focale dell'intera circolazione pacifica,l'ENSO (El Nino Southern Oscillation), si presenta ancora in debole fase negativa, con acque più fredde della norma nei settori al largo delle coste sud americane e più tiepide a nord est dell'arcipelago indonesiano, fenomeno noto come Nina. L'influenza di tale disposizione termico oceanica interseca attualmente, proprio a livello di codesto comparto, le maglie di un altro importante indice teleconnettivo conosciuto come MJO, Madden Julian Oscillation (dal nome degli scopritori, durata dell'oscillazione circa 40 - 50 giorni) il quale rappresenta una sorta di ola, un'onda di attività convettiva in viaggio alle latitudini tropicali da ovest verso est secondo diverse fasi, otto per l'esattezza, ognuna delle quali interessa un determinato comparto oceanico compreso tra le coste orientali africane e il Pacifico centro occidentale. L'attuale fase della MJO sta determinando una forte attività temporalesca sull'arcipelago indonesiano (fase n°5),con la masse nuvolose che inducono un effetto aspirazione sia da levante, sul settore pacifico, dove si registra infatti un rinforzo degli Alisei (di concerto proprio con la Nina), sia da ponente sull'oceano Indiano, dove si sta verificando la discesa dell'indice DMI (Indian Dipole Mode),con raffreddamento delle acque sui settori occidentali dell'oceano stesso e conseguente indebolimento del relativo monsone. Venendo meno la spinta monsonica, l'ITCZ (linea di convergenza intertropicale) ha iniziato la sua fisiologica fase di discesa verso l'equatore portandosi dietro, per effetto cinghia,anche le fasce anticicloniche subtropicali le quali sono cosi costrette ad allontanarsi gradualmente dal Mediterraneo dove, come sappiamo,hanno spadroneggiato indisturbate per tutta l'estate. Per completare il nostro "giro del mondo" dobbiamo ora analizzare quali traiettorie potrà assumere, con la configurazione teleconnettiva esaminata,la Corrente a Getto Polare (motore primario del tempo sul nostro continente) nel tratto compreso tra il Pacifico settentrionale, il nord America, l'Atlantico e l'Europa. Per farlo occorre introdurre un altro indice oceanico fondamentale, ossia la PDO (Pacific Decadal Oscillation, oscillazione delle SST tra il Pacifico centro settentrionale e il Nord America, frequenza 20-30 anni), conoscere le sue influenze a livello troposferico nell'indice PNA (Pacific North American,Oscillazione pressoria Nord Pacifica) e vedere la sua correlazione con la collega atlantica NAO (Oscillazione pressoria Nord Atlantica). Senza addentraci in particolari che andrebbero oltre lo scopo divulgativo del presente editoriale, possiamo affermare in sintesi che le temperature oceaniche caratterizzanti la PDO, al momento debolmente negativa,inducono nel semestre invernale ad un approfondimento della depressione aleutinica (PNA +) la quale, a sua volta, devia il getto polare contro la catena delle Montagne Rocciose imponendo traiettorie di impatto mediamente sud occidentali. Il getto poi, destabilizzato ulteriormente dall'attraversamento quasi perpendicolare dei cieli sopra a detta catena montuosa, si propaga con un cavo d'onda sugli States sud orientali per poi risalire in Atlantico andandovi a gonfiare l'anticiclone delle Azzorre. Nel suo tragitto, soprattutto in prossimità delle latitudini più meridionali,il jet stream incontra però la resistenza delle correnti stratosferiche contrarie indotte dall'attuale QBO (Quasi Biennal Oscillation) negativa, ergo l'ondulazione si amplifica maggiormente lungo i meridiani e la sua frequenza si contrae come una molla determinando sul Mediterraneo centro occidentale e sull'Italia il susseguirsi di imponenti irruzioni di tipo artico o polare marittimo, alternate a momentanee risalite di aria più mite di stampo subtropicale: l'aria fredda prevarrà in questo frangente su quella calda a causa delle temperature superficiali del vicino Atlantico attualmente favorevoli ad una configurazione di NAO debolmente negativa (anticicloni alla alte latitudini,depressioni a quelle mediterranee),il che non fa altro che confermare un autunno quantomeno dinamico, con occasione per qualche episodio piovoso significativo e con temperature complessivamente sotto alla media.

Autore : Luca Angelini

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