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L'amplificazione artica del riscaldamento? Una bufala

Teorie da smentire.

In primo piano - 4 Giugno 2014, ore 12.00

Ci è stato insegnato che l'entità del riscaldamento globale si manifesta maggiormente ai poli rispetto alle altre latitudini. Si tratta della teoria dell'amplificazione artica. Una teoria che funzionerebbe perfettamente se non esistesse il Polo sud, perchè effettivamente al Polo Nord questo riscaldamento c'è stato e tuttora sussiste, mentre al Polo Sud assolutamente no.

Il problema è che nelle dinamiche dello scioglimento dei ghiacci al Polo Nord intervengono altri fattori: ad esempio l'attività vulcanica sottomarina, i venti nei bassi strati e le correnti marine.  

Inoltre alle alte latitudini le temperature si portano al di sopra dello zero solo per brevi periodi durante l'anno, dunque è difficile pensare che possano incidere in modo tanto significativo sulla fusione dei ghiacci polari. Molto importante è il fattore atmosferico, da ricondurre alla valutazione dell'andamento su lunga gittata dell'oscillazione artica; quanto alle correnti oceaniche hanno cicli trentennali e se si instaura un flusso di acqua relativamente calda da sud verso nord il ghiaccio fonderà comunque, anche se le temperature dovessero cominciare ad abbassarsi.

C'è però da notare come una congiunta fase negativa degli indici PDO ed AMO, legati alle correnti marine, possa comportare un ritorno di ghiaccio non solo sul Pacifico, ma anche in Atlantico.

Al Polo Sud invece la circolazione atmosferica e quella oceanica sono profondamente differenti da ciò che avviene al Polo Nord. Qui infatti la Corrente Antartica Circumpolare, costituisce una sorta di MURO che nega ai flussi di acqua di ogni genere di raggiungere il ghiaccio, che dunque vive sostanzialmente in totale autonomia. 

Qualcuno certo fa notare come anche questa zona sia soggetta ad attività vulcanica, specie la Penisola Antartica, ma tolti questi elementi, il Polo Sud si presta maggiormente ad essere studiato quale elemento che può fornire la vera risposta al tormentone della forzante antropica alla naturale fase di riscaldamento che vive (o che ha vissuto, visto che siamo termicamente quasi fermi) il Pianeta.  

Oltretutto, con i ghiacci del Polo Sud in grande forma, quelli del Polo Nord che, pur a stento, resistono, il sole che entro pochi anni potrebbe attraversare una fase di ulteriore "quiescenza" non è detto che il clima possa sorprenderci con un moderato "global cooling", o no?


Autore : Report di Alessio Grosso

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