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L'alta pressione torna a conquistare il bacino del Mediterraneo

Uno sguardo alla linea di tendenza prevista dal modello americano tra la terza decade di giugno e la prima settimana di luglio; l'anticiclone andrà consolidandosi sul Mediterraneo, seppur tra qualche incertezza soprattutto al nord.

In primo piano - 18 Giugno 2015, ore 17.00

Ormai le previsioni risultano allineate su di uno scenario comune che prevede il graduale consolidamento di un regime anticiclonico oceanico sul bacino del Mediterraneo. Quindi niente di nuovo sotto il sole rispetto alle previsioni già annunciate nella giornata di ieri, mercoledì 17 giugno. Del resto, avvicinandoci al cuore pulsante dell'estate mediterranea, è abbastanza normale aspettarsi un contributo stabile più marcato, in grado di influenzare gran parte del nostro territorio. Sulle regioni del nord potranno comunque manifestarsi degli episodi di instabilità portata da infliltrazioni d'aria fresca di origine oceanica, soprattutto nell'ultimo weekend del mese.

Appena al di là delle Alpi infatti, le correnti fresche ed instabili atlantiche continueranno a mantenere il controllo del territorio; l'espansione dell'alta pressione delle Azzorre alle latitudini mediterranee, verrà favorita proprio dalla presenza delle westerlies che dall'oceano punteranno dritte verso la Mitteleurope ma questo non esclude la possibilità d'avere degli "strappi" in grado di agevolare la formazione di qualche ondulazione più marcata. Da questo "trascinamento", ne deriverà anche l'espansione dell'alta pressione sul Mediterraneo che, se vogliamo, rappresenta la conseguenza diretta di una circolazione zonale trapiantata nel cuore dell'estate.

Solo con l'arrivo della prima decade di luglio, il consolidamento di questo pattern associato (forse) ad un modesto contributo d'aria calda africana, potrebbe portare ad un aumento delle temperature sino a valori di caldo più fastidioso. Questi episodi rappresenterebbero comunque una normale evoluzione sinottica estiva, nella quale la componente oceanica resterebbe predominante rispetto a quella africana. La circolazione atmosferica si manterrebbe quindi a debita distanza dalle situazioni sinottiche vissute nelle annate recenti, nelle quali era l'Africa a dominare.


Autore : William Demasi

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