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L'alta pressione fa gli straordinari? Colpa del "Canadese"

Un vero e proprio diaframma del vortice polare si staccherà dalla regione canadese per tuffarsi sul nord dell'Atlantico dove darà vita a una tempesta di notevole portata. La risposta sul Mediterraneo? Alta pressione.

In primo piano - 7 Febbraio 2011, ore 14.04

Siamo a febbraio il sole inizia ad alzarsi in modo anche visibile sull'orizzonte e le giornate sono già sensibilmente più lunghe rispetto a quelle cupe di dicembre. Il fenomeno assume notevole importanza ai fini della circolazione atmosferica generale, infatti le basse latitudini iniziano a risentire di un maggior riscaldamento complessivo, mentre quelle polari sono ancora immerse nella lunghissima notte artica e nel loro gelo.

Non è difficile capire che da questo evento scaturiscono notevoli contrasti lungo i paralleli, contrasti che si traducono in un inasprimento degli opposti centri di pressione. In altre parole ritroviamo un vortice polare più cattivo, con valori di bassa pressione più profondi entro i quali rimangono racchiuse le imponenti masse di aria molto fredda, mentre dall'altro capo del filo ecco gonfiarsi gli anticicloni subtropicali, colmi di una ritrovata mitezza stagionale.

Nel mezzo un velocissimo letto di correnti che, a norma della rotazione terrestre, soffiano da ovest verso est lungo una linea che nei prossimi giorni scorrerà mediamente intorno al 60°-70° parallelo, linea detta "storm track" e che identifica la traiettoria delle perturbazioni. Come vedete nubi e piogge sono ben lungi anche solo dall'avvicinarsi al Mediterraneo, mare che risente invece maggiormente dell'influenza degli anticicloni.

Il disegno descritto si compirà per bene proprio nella seconda settimana di febbraio, allorquando l'alta pressione afro-mediterranea riuscirà a fare qualche giorno di straordinario proprio grazie all'energia che gli verrà da quel velocissimo letto di correnti, noto tecnicamente come Corrente a Getto. Il vento lassù sarà così intenso da far scatenare venerdì 11 (vedi mappa allegata in figura) una violenta tempesta tra il Canada e l'Islanda.

Ne sono una palese dimostrazione gli indici AO, ossia l'Oscillazione Artica, la quale denota un picco notevole in virtù di un vortice polare tornato in grande forma, dapprima per mezzo del suo ramo canadese (da qui la dicitura "vortice canadese") e poi anche con il suo ramo atlantico, noto come NAO. Solo intorno alla metà del mese questo scambio di favori tra il nord e il sud dell'emisfero sembra venire meno, permettendo dunque un generale rallentamento del Getto e la possibilità di maggiori ondulazioni meridiane delle correnti, l'unica strada per uscire dalla deleteria lunga stagnazione anticiclonica ritrovando almeno quel che rimane dell'inverno.


Autore : Luca Angelini

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