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L'alluvione di Genova del 4 novembre 2011: foto per non dimenticare

Raffronti e bilanci.

In primo piano - 9 Ottobre 2014, ore 13.29

L'alluvione di Genova mette a nudo ulteriormente la fragilità del territorio ligure, soggetto per la sua orografia e la sua particolare morfologia a frequenti episodi piovosi di grande rilevanza. Ad ogni autunno potenzialmente il mare caldo regala occasioni per fenomeni alluvionali lungo le linee di convergenza delle correnti.

Vengono così partoriti temporali autorigeneranti di inaudita violenza, che provocano danni più o meno ingenti ad un territorio impreparato, soggetto ad una urbanizzazione esagerata, ad abusi e in cui i fiumi, o meglio sarebbe dire i torrenti, sono trattati come pattumiera o abbandonati a se stessi sin quando si riempono e tracimano in modo drammatico.

In queste immagini abbiamo scelto di mostrare in modo molto elementare quanto è accaduto, partendo dalla convergenza delle correnti sciroccali con quelle discendenti da nord come tramontana scura dall'Appennino e con il traino della corrente in quota portante da SW, ben marcata.

Sono temporali che possono verificarsi ovunque lungo la costa a seconda del punto in cui si crea convergenza, ma che risultano più temibili proprio tra Genova, Savona e La Spezia. Lo Spezzino in particolare per la maggiore frequenza con cui si presentano correnti da WSW, ricchissime in umidità, che impattano su un territorio pronto a favorire ulteriormente la condensazione. Se le correnti portanti ruotano più a S o più a SE, verrà interessata la porzione di territorio più a ponente, viceversa sarà penalizzato il levante.

Genova, quasi nel mezzo di questa banana ligure, risulta particolarmente penalizzata, perchè riceve quasi sempre fenomeni. I rilievi che sono alle spalle, piuttosto alti, non fanno che esaltare la fenomenologia: dall'alluvione del 29 ottobre 1945 con circa 200 mm caduti in quattro ore, passando per quelle dell'autunno del 51 e del 53, a quella del 70, la più rovinosa, fino a quelle del 92 e del 93, e per finire quella del 4 novembre 2011. Nel 70 caddero 600mm in città e sino a 948mm a Bolzaneto, che ancora resiste come record giornaliero italiano, nell'episodio del 4 novembre siamo arrivati a 300mm dalle 11 alle 13 e a 500mm circa nell'arco dell'intera giornata, sempre troppo.

Le foto che vi mostriamo ricostruiscono anche il dettaglio con vista mare. Nella prima è presente una ricostruzione tecnica e la foto non è reale, ma semplicemente didattica, la seconda invece è stata fotografata da Antonio Tricarico e si nota la bomba d'acqua avanzare verso la città coadiuvata da un lato dallo Scirocco e dall'altro dalla Tramontana scura. Il resto è solo pianto e stridore di denti.

Ho chiesto al collega Paolo Bonino, che abita a pochi metri da via Ferregiano, che sensazione si provasse a vedere piovere con tanta violenza e lui mi ha risposto con una frase che mi ha decisamente colpito: "è come essere dentro una lavatrice, non vedi niente, c'è solo un gran rumore". Credo renda molto bene l'idea.
 


Autore : Alessio Grosso

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