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L'aggiornamento della domenica: strada spianata al freddo artico

Facciamo il punto della situazione sull'inverno commentando gli aggiornamenti serali dei principali modelli a nostra disposizione.

In primo piano - 8 Gennaio 2017, ore 21.30

L'ondata di freddo di natura continentale, potrà interessare l'Italia ancora per una manciata di giornate ma al termine della sua permanenza sull'Europa, dovremo aspettarci ancora delle novità. Quest'ultima non sarà infatti l'unica massa d'aria dalle caratteristiche invernali prevista avvicendarsi sui nostri territori; nella seconda metà di gennaio una nuova azione di disturbo a carico del Vortice Polare, porterà al cospetto del nostro continente le masse d'aria fredde ma soprattutto INSTABILI di origine ARTICA, secondo un disegno ormai collaudato da molti eventi simili del passato.

Stiamo in buona sostanza citando una ripresa dei flussi di calore lungo i meridiani dell'oceano Atlantico, la formazione di una nuova, ampia onda di Rossby e l'innesco di una NUOVA circolazione d'aria instabile.

Tale manovra porterebbe quindi alla chiusura del canale di freddo continentale presente in questi giorni sui settori meridionali d'Europa; un breve interludio anticiclonico farebbe capolino sul nostro Paese giovedì 12 gennaio, momento in cui i valori termici tenderebbero ad addolcirsi anche su gran parte del Mediterraneo.

Con la chiusura della dinamica continentale ecco prendere il via la dinamica artica con nuove precipitazioni in arrivo al centro-sud ed un episodio di "favonio freddo" sulle regioni del nord (venerdì 13 - sabato 14). Da questo punto in avanti, dando adito alla previsione del modello europeo, prenderebbe il via una fase di tempo nuovamente freddo ed instabile, in grado di interessare un po' tutte le nostre regioni.

Trattandosi di una linea di tendenza rivolta a medio e lungo termine, i punti interrogativi restano però ancora molti; abbiamo infatti a che fare con due modelli (americano ed europeo) ancora completamente disallineati. 

Laddove il centro di calcolo europeo sposa infatti la tesi del freddo e dell'instabilità invernale sin verso il termine della seconda decade di gennaio, la controparte americana propenderebbe per la conservazione di elevate vorticità zonali e pertanto la persistenza sull'Europa di una circolazione di venti occidentali tendenzialmente miti

Al momento ambo queste due linee di tendenza conservano la medesima probabilità di realizzarsi.

Maggiori dettagli negli articoli di domani, lunedì 9 gennaio. 

Seguite gli aggiornamenti. 

 


Autore : William Demasi

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